offerte speciali

6majella

In questo momento non sono previste offerte speciali, tranne che per soggiorni lunghi (da applicare in base alla Stagione) o per gruppi numerosi (per altre riduzioni )
Tuttavia vi vogliamo consigliare l’Abruzzo come scelta per una “vacanza anti-crisi”.

 

 

 

ABRUZZO: una vacanza anti-crisi !
Oggi, dove per visitare le nostre bellissime città d’arte si rischia anche di pagare un biglietto d’ingresso, la “Regione Verde d’Europa” può essere la scelta giusta: vi sorprenderà con le sue selvagge montagne che subito “si bagnano al mare …”, con borghi autentici ricchi di storia e tradizioni, tutto rigorosamente lontano dalle mete affollate e … completamente gratuito !

° più di 600.000 ettari di Parchi, montagne e Riserve Naturali (il 36% di tutto il
territorio, la più alta percentuale d’Europa), senza alcun costo d’ingresso;
° più della metà dei suoi 130 Km di costa marina (garantita da 13 “Bandiere Blu”) con
accesso libero;
° un’infinità di abbazie, eremi, castelli e monumenti (tra i primissimi posti nel club
dei “Borghi più belli d’Italia” con 19 centri storici menzionati), sempre aperti e
senza biglietti d’ingresso;
° ristoranti e trattorie dove si gusta tutta la tradizione del territorio al costo di una pizza
in una località turistica.

I proprietari di casa, con i consigli di chi abita qui da secoli, vi aiuteranno a fare della
vostra vacanza un’esperienza indimenticabile e … alla portata di tutti !

“Madonna degli Angeli”: una comoda casa al costo di una camera !
Appartamenti con angolo cucina, completamente attrezzati e dotati di una dispensa base (olio, caffé, sale, zucchero, spugnette e detersivi, prodotti pulizia casa, ecc.) che vi permette di cucinare con facilità (il primo supermercato a soli 1,5 km) o consumare pasti acquistati nella vicina gastronomia con specialità della zona a costi estremamente ridotti. E per chi non vuole “pensieri”, vi suggeriremo nelle immediate vicinanze ristoranti e trattorie con menù tipici al costo, per un pasto regolare, dagli 11 ai 20 euro (con possibilità di convenzioni).
La nostra frutta è a libera disposizione degli ospiti dell’agriturismo, mentre i prodotti dell’orto vengono forniti su richiesta dietro un semplice rimborso spese; d’inverno il riscaldamento a legna è completamente gratuito.
Il territorio circostante é subito bello e pieno di attrazioni completamente libere: le prime zone dei Parchi Nazionali sono già a 5 minuti di auto; le spiagge libere più vicine e selvagge sono a circa 40 minuti; per i più temerari i primi fiumi balneabili sono già a 10 minuti; la storica abbazia di San Clemente (“il più bel Romanico d’Abruzzo”) è a soli 5 minuti, come tanti altri monumenti e luoghi speciali che ci circondano.
E per chi non vuole perdersi l’occasione per una visita alla “Città Eterna”, Roma è a soli 1,5 ore di auto o 2 ore di pulman (1 km per la fermata dell’autobus – 10 € costo biglietti).

 

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L’agriturismo

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 Nel cuore dell’Abruzzo, “regione verde d’Europa”, tra le montagne dei Parchi Nazionali della Majella e del Gran Sasso. Principale caratteristica dell’azienda è la posizione geografica e stradale ideale per visitare l’intera regione. A soli 30 minuti dal mare e dai più affascinanti centri storici della regione. A mezz’ora dall’aeroporto internazionale d’Abruzzo (con diversi voli low cost per le principali capitali europee) e a un’ora e mezza da Roma (con possibilità di autobus diretto – stazione di partenza a 1,5 Km).

Antica e caratteristica posta per il cambio dei cavalli del XVII secolo, circondata da prati e da un grande parco pianeggiante di circa 2 ettari, con vista sui monti, all’interno di un’azienda agricola di 9 ettari. Il pianoterra dell’edificio centrale è riservato ai padroni di casa e viene usato normalmente come luogo di accoglienza degli ospiti dell’agriturismo. Un tempo stalle per animali di ogni sorta, oggi ristrutturato con mobilia e arredamento d’epoca tipico abruzzese. E’ molto suggestivo e ne suggeriamo una visita, anche come scusa per assaggiare il mitico nocino di donna Matilde (la mamma di Lorenzo, “fondatrice” dell’agriturismo …).

L’agriturismo si trova a pochi passi dalle suggestive sponde boscose del fiume Pescara, a 200 metri s.l.m., nel fondovalle che separa il Parco Nazionale della Majella dal Parco Nazionale del Gran Sasso e sorge su un’area archeologica dell’età del bronzo, di cui alcuni reperti autentici sono conservati nel parco dell’azienda (fra cui dei preziosi menhir, delle stele tombali italiche e alcuni rocchi di colonne romani).

 

A disposizione degli ospiti, in un’area verde molto curata e panoramica, ci sono due piccole ma caratteristiche piscine costruite con materiali tipici locali, una di dimensione m. 7,5 x 4 x h. 1,10 e l’altra vicinissima ad uso esclusivo dei bambini più piccoli (diametro 3 m. x h 0,70). Oltre a ciò i nostri ospiti potranno usufruire di zone relax panoramiche all’ombra di grandi alberi, barbecue ed attrezzature varie da esterno (ping pong, biliardino, mountain bikes, ecc.).

Principale caratteristica dell’azienda è la posizione geografica e stradale ideale per visitare l’intera regione. Infatti, oltre alle attrattive di montagna, in soli 30 minuti di autostrada si raggiunge Pescara, con le sue comode spiagge di sabbia e il suo aeroporto internazionale, mentre Roma è a circa 1 ora e mezza; nelle immediate vicinanze ci sono diversi centri attrezzati dove praticare attività naturalistico-sportive (trekking, canoe, passeggiate a cavallo o a dorso d’asino, mountain bikes, parapendio, arrampicate assistite, visite a centri faunistici, golf 18 buche, ecc.) o visitare borghi antichi (la splendida San Clemente a Casauria è a soli 1,5 km). A soli 5 minuti dai primi straordinari luoghi naturali del Parco Naz. della Maiella, con le grotte preistoriche lungo le spettacolari pareti a canyon della Valle dell’Orta. Il primo ristorante tipico convenzionato è a 350 metri (prezzi medi 15 euro per un pasto completo), mentre il paese più vicino con tutti i servizi è a 5 minuti e l’ospedale più vicino a 10 minuti. Le stazioni sciistiche, tra cui quelle di Roccaraso con oltre 100 km di piste, sono a poco più di 3/4 d’ora, mentre l’importante centro termale di Popoli dista soli 10 km.

Insomma l’agriturismo Madonna degli Angeli è il luogo ideale per chi intende fare una vacanza all’insegna della scoperta di questa bellissima e affascinante regione dei Parchi e della sua incredibile biodiversità, dove la natura circonda e protegge gelosamente la cultura e le sue tradizioni millenarie, tuttora viventi. La famiglia de Pompeis, amante e profonda conoscitrice del territorio, mette a disposizione degli ospiti la propria esperienza e varie guide per praticare turismo alternativo (itinerari culturali, archeologici, naturalistici, delle feste popolari, dell’artigianato, sportivi ed eno-gastronomici). Lorenzo, il padrone di casa, ha lui stesso elaborato un prezioso “Vademecum” per agevolare i propri ospiti nella visita di questa affascinante, ma spesso “segreta” regione. Da più di trent’anni, infatti, con la propria famiglia gestisce con passione l’agriturismo, all’interno dell’antica tenuta di famiglia.

La campagna, gli animali e la nostra piccola … “wildlife”

Tutta l’azienda, sebbene posta non troppo lontana da strade e dai margini di un paese (3 Km), è una sorta di “oasi rurale” (con un’estensione di 9 ettari, di cui circa 2 attorno agli edifici a parco con essenze autoctone tipiche della macchia mediterranea), spesso allietata da improvvise “incursioni” di animali selvatici e impreziosita da suggestivi affacci sui vicini monti.

In azienda abbiamo un cane meravigliosamente affettuoso di razza Golden Retriver, alcuni gatti estremamente invadenti (spesso rimangono inavvertitamente chiusi negli appartamenti !) e una capretta bianca che gira liberamente tra gli appartamenti (la vera “guest star” dell’agriturismo), cresciuta sin da piccola accanto a Lorenzo e agli “umani”, per cui è eccessivamente confidenziale e presente intorno a noi (probabilmente credendo di far parte della famiglia anche lei !). Ultimo arrivato, ma vero padrone dell’agriturismo, gelosissimo di Lorenzo e delle attenzioni che riserva agli altri animali, è il nostro asino Tempesta, di razza nana.

Ospiti saltuari del parco circostante sono scoiattoli neri appenninici, volpi, cinghiali, ricci, civette, aironi cenerini, upupe, fagiani tassi, falchi (per lo più poiane) e raramente qualche topolino che si è smarrito ! (in genere durano poco, troppi gatti in giro).

C’è chi dice (e forse non è del tutto improbabile) di aver visto le tracce del lupo lungo le forre a canyon del fiume Pescara, che distano dall’agriturismo solo 800 metri. D’altronde questa “pista” è un ottimo corridoio faunistico che scende dai monti dei due Parchi Nazionali adiacenti e permette rapide incursioni notturne nel fondovalle ricco di fauna di facile predazione (umani a parte !). Tra l’altro il fiume Pescara in questo punto crea un suggestivo canyon carsico dove Gabriele d’Annunzio ambientò la sua novella “Terra Vergine”. In questa bella passeggiata tra le vigna, l’oliveto e i prati si gode la vista della Maiella e del Gran Sasso, oltre che di piante autoctone tipiche della macchia medierranea come il mirto, l’elicriso, il rosmarino e la lavanda. Nella pozza che si trova sotto al punto in cui le due pareti degli orridi si avvicinano fino quasi ad incontrarsi, formando quasi un “ingrottamento” sotto cui passa il fiume, si possono pescare delle trote e dei cavedani. Attenzione per chi si volesse avventurare per un bagno poiché, non sembra, ma la corrente è discretamente forte ed adatta a nuotatori molto esperti, oltre ad essere gelata!. Inoltre la zona si addice all’attività del birdwatching. Di particolare interesse, che nidificano nel sito, citiamo: poiana, gheppio (rapaci), assiolo, civetta, (rapaci notturni), upupa, picchio verde, picchio rosso maggiore, ghiandaia, rigogolo. Se ci si muove con discrezione non è difficile vedere anche lo scoiattolo nero appenninico. Non rari sono gli aironi cenerini, le gallinelle d’acqua e, in certi periodi dell’anno, i cinghiali.

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Il calore di un agriturismo… con la libertà di casa tua!

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DESCRIZIONE STRUTTURA.

L’agriturismo dispone di SETTE APPARTAMENTI autonomi, ricavati all’interno delle antiche strutture dell’azienda, per un totale di 20 posti letto; ristrutturati e perfettamente attrezzati, conservano però l’antico arredamento e l’atmosfera tipica del posto. Ognuno è indipendente e dispone di ingresso e spazio esterno privato. Ciascun appartamento è dotato di bagno, soggiorno con angolo cottura (completamente attrezzato), 1 o 2 camere da letto, terrazza o veranda con arredi da esterno. L’agriturismo è composto da due edifici che si affacciano su una grande aia centrale quasi a formare una corte. Nell’edificio più antico, risalente al 1600, sono stati ricavati tre grandi appartamenti: l’appartamento “Aia”, al primo piano con loggiato e archi moreschi, la casa dei proprietari situata al pianoterra, nella facciata anteriore, mentre nella parte posteriore si trovano il “Dolmen” – al primo piano e la “casa Padronale” al pianoterra. Quasi affianco a questo edificio vi è il vecchio silos dove è stato ricavato un romantico appartamento articolato su due piani che, proprio per la forma così particolare, è stato chiamato “Torretta” .

Nel secondo edificio (dei primi del novecento), che si sviluppa dall’altra parte dell’aia centrale, sono ubicati l’appartamento “Tavernetta” e subito dopo l’appartamento “La Pergola”. Nel piano superiore di questo edificio si sviluppa un grande appartamento che gode di una bella vista sulle montagne e pertanto è stato chiamato Maiella. Al pianoterra, nella parte posteriore, in quelle che erano le vecchie cantine, sono stati ricavati due piccoli appartamenti “Silos” (lato nord) e “Canale” (a sud) che godono di una bellissima vista sui monti. La piscina, con la relativa area relax attrezzata che si affaccia sulle montagne, dista dall’aia centrale all’incirca 40 metri. Tutti gli appartamenti sebbene molto vicini tra loro perché ricavati negli antichi edifici della struttura agricola, hanno tutti ingressi e aree esterne private e indipendeti, per garantire massimo confort e privacy ai nostri ospiti.

Per le descrizioni specifiche e le foto di ciascun appartamento vi invitiamo a leggere nella homepage la sezione verticale a destra, dove si distingue tra appartamenti GRANDI, MEDI, PICCOLI e … Speciali.

 

La nostra struttura, organizzata secondo la formula di “residence” agrituristico con appartamenti con angolo cucina, completamente attrezzati e dotati di una dispensa base (olio, caffé, sale, zucchero, spugnette e detersivi, prodotti pulizia casa, ecc.) che vi permette di cucinare con facilità (il primo supermercato a soli 1,5 km). Vogliamo  proporre ai nositr ospiti l’esperienza di soggiornare in una casa di campagna autentica,  cenare a lume di candela sul prato davanti casa, o passeggiare tra gli angoli romantici del grande parco che circonda i due edifici. Ci si può semplicemente rilassare a bordo piscina godendo della vista sugli splendidi scenari di montagna o, invece, scoprire attivamente il fascino di questa terra con delle escursioni giornaliere sui monti dei Parchi Nazionali, al mare o nei caratteristici borghi “incastonati” in una natura splendida ed estremamente varia.


Abbiamo cercato di offrire ai nostri ospiti “privacy” e la maggiore autonomia possibile, dandogli la possibilità di muoversi senza orari e in piena libertà; siamo sempre pronti, però, a suggerire percorsi a 360 gradi e magari, per chi volesse, “saltare” i circuiti più noti per scoprire i tanti “segreti” della nostra regione. Recita infatti un famoso slogan: “Abruzzo un terra da scoprire …”. L’agriturismo ‘Madonna degli Angeli’ è quindi una piccola realtà a gestione familiare che non dispone di concierge, nè di alcuni servizi tipici alberghieri.Chiediamo pertanto di «immergervi» con una filosofia diversa in questo tipo di vacanza; noi faremo del nostro meglio per soddisfare le vostre richieste e farvi sentire per qualche giorno come nella vostra casa di campagna, semplice ma, speriamo, dalle intense emozioni.
Siamo comunque a 350 metri da una prima trattoria, a 2 chilometri dal primo supermercato e a soli 5 minuti di auto dal primo paese dove trovare tutto, tra cui anche un’ottima rosticceria che prepara comodi ed economici piatti d’asporto, cucinati anche su prenotazione, all’insegna della tradizione abruzzese. Il tutto ai prezzi contenuti di una regione che non ancora ha la “malizia” delle più conosciute mete turistiche.

Per quanto riguarda i servizi interni all’azienda si prega di vedere la sezione specifica Sevizi (appena sotto questo capitolo), mentre potrete vedere i servizi che offre la zona attraverso l’approfondimento Intorno a noi (nella barra in alto a destra).

 

(agriturismi, case vacanza, b&b, camere, villa)

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I servizi

Pool

 L’agriturismo Madonna degli Angeli è una piccola realtà a gestione familiare che non dispone di concierge nè di alcuni servizi tipici alberghieri. Chiediamo ai nostri ospiti pertanto di «immergersi» con una filosofia diversa in questo tipo di vacanza; noi faremo del nostro meglio per soddisfare le vostre richieste e farvi sentire il più possibile come nella vostra casa di campagna. La nostra organizzazione è, infatti, ispirata al principio della massima libertà, autonomia e privacy da parte dei nostri ospiti. Recita a proposito il nostro slogan “Il calore di un agriturismo … con la libertà di casa tua !”. Tuttavia l’agriturismo offre alcuni servizi importanti, di cui vi vogliamo parlare in questa pagina. Può succedere anche che spontanee e sentite “improvvisate” possono attendervi “dietro l’angolo” e in qualche occasione il profumo dei nostri arrosticini alla brace o il sapore “autentico” delle cose da noi prodotte, vi accoglierà e vi sorprenderà al rientro delle vostre escursioni, mai programmate come in un villaggio vacanze.

 

- RISTORAZIONE e COLAZIONI

Normalmente non effettuiamo il servizio di prima colazione e ristorazione, avendo APPARTAMENTI dotati ciascuno di angolo cottura interno e tutto il necessario per una facile autosufficienza (nella “dispensa di benvenuto” sono compresi caffè, zucchero, olio … , spugnette e detersivi vari, ecc., oltre a tutte le stoviglie e dotazioni di base necessarie). C’è anche la possibilità di una gastronomia/pasta all’uovo che può portarvi direttamente negli appartamenti pasti caldi con menù tipici a costi contenuti (circa 10 euro per pasti completi, bevande escluse). Inoltre siamo a soli 350 metri dalla prima trattoria vicina (circa 15 euro per un pasto completo), a 1,5 km dal primo supermercato e 3 km dal primo paese con tutti I servizi. Un ulteriore ristorante davvero “speciale” si trova inoltre a soli 2 km e a pranzo offre menu a buffet a soli 11 euro e a cena a’ la carte a prezzi sempre contenutissimi, nonostante l’ottima qualità dei piatti e la tipicità delle pietanze offerte, spesso frutto del loro orto di famiglia e del pastificio artigianale che hanno all’interno del ristorante. Per chi ama invece la libertà di mangiare a casa propria, ogni appartamento è dotato di giardino esterno privato (o terrazzo) con tavoli e sedie da esterno, dove cenare amabilmnete a lume di candela godendo del parco di 2 ettari che circonda tutta la struttura, in parte illuminato anche di sera, o di giorno godere di piacevoli momenti di relax “allungando” la vista sulle splendide montagne dei Parchi Nazionali che ci circondano.

- PULIZIE e BIANCHERIA

Ciascun appartamento viene consegnato pulito e dotato di tutta la biancheria necessaria (lenzuola, federe, asciugamani viso, doccia e bidet), oltre ad alcuni prodotti di base per le pulizie (scope, palette, stracci, detergente pavimenti, detersivo piatti, sapone bagno, ecc. – no phon, bagnoschiuma e shampoo). Alla partenza chiediamo solo la pulizia dell’angolo cottura con relative stoviglie (ma con un pagamento extra di 20 euro possiamo effettuarlo noi) e la rimozione della spazzatura. Ogni settimana vi viene fornita biancheria pulita (cambi extra sono possibili dietro pagamento di un piccolo rimborso). Volendo abbiamo a disposizione, prenotandolo con un certo anticipo, un servizio per pulizie extra a ore con nostro personale.

 

- ATTREZZATURE RICREATIVE E WIFI

In azienda abbiamo sotto una pergola al coperto e fruibile liberamente un tavolo da ping pong, un biliardino e la possibilità di noleggiare mountain bikes (queste ultime da prenotarsi in anticipo). Inoltre vi sono sedie e tavoli da esterno per piacevoli momenti di relax e per prendere il sole all’interno del parco abbiamo anche lettini, amache e ombrelloni, oltre alla piccola ma panoramica PISCINA . Quasi tutto la zona piscina e l’aia sono coperte da wifi per collegarsi comodamente ad internet. Inoltre siamo a soli 800 metri (+ 40 metri di dislivello per la discesa) dal fiume Pescara, balneabile sebbene le acque siano gelide, con una certa corrente e il sentiero di accesso non sia proprio agevole. Siamo comunque vicini (5 minuti + discesa lungo il canyon) al meraviglioso fiume Orta, con acqua gelida ma in alcuni punti potabile, come pure dal suggestivo fiume Tirino (circa 15 minuti di guida), dove si può nuotare tra le trote e i gamberi autoctoni.

  

- PER I PIU’ PICCOLI in azienda, oltre alla mini-piscina dedicata esclusivamente a loro ci sono alcuni giochini (altalene, casetta e poco altro ancora). Ma l’attrazione più grande è data dai nostri animaletti (gatti, capretta, asino e un dolcissimo cane di razza Golden Retriver) che girano quasi sempre liberamente per il parco che circonda gli appartamenti e sono sempre alla ricerca di carezze … e magari anche di un pò di cibo. L’agriturismo è molto adatto ai bambini in quanto tutto pianeggiane e privo di pericoli, oltre ad essere quasi tutto recintato e con cancello d’ingresso che si chiude.

 

    

- Il PARCO, i GIARDINI e l’ORTO

L’azienda, sebbene posta non troppo lontana da strade e dai margini di un paese (3 Km), ha un’estensione di 9 ettari di cui circa due a parco che circondano i 2 edifici principali, con essenze autoctone e alberi, fiori e prati. I giardini antistanti gli appartamenti si “innestano” nel parco che circonda ad anello tutta la struttura e da questi in alcuni punti si gode della vista spettacolare delle montagne degli adiacenti Parchi Nazionali della Majella e del Gran Sasso.

In qualche occasione e in alcuni specifici orari fanno apparizione anche animali più rari – simboli di una natura che si sta riappropriando della nostra azienda agricola – tra cui scoiattoli neri appenninici, volpi, cinghiali, ricci, civette, aironi cenerini, upupe, tassi e falchi (in genere poiane), oltre ai nostri animali di fattoria (da compagnia e non da “forchetta e coltello …”) che girano quasi liberamente al suo interno (v. sopra). I nostri prodotti, coltivati o spontanei, sono a libera disposizione degli ospiti per un consumo personale interno all’azienda. Normalmente disponiamo, natura (e cinghiali) permettendo, di: uva bianca (fine Agosto-primi Settembre), uva rossa (metà – fine Settembre), fichi (fine Agosto e Settembre, qualcuno già a Giungo), noci e pinoli (Settembre – Ottobre), frutti di bosco, more bianche di gelso e corbezzoli (Luglio – Agosto e primi Settembre), asparagi selvatici (fine Marzo – Aprile), cachi (autunno), mele, pere, nespole selvatiche e giuggiole (vari periodi), rosmarino e alloro (sempre), cicoria selvatica, borragine ed altre erbe spontanee (Marzo – Aprile – Maggio). Quasi tutti gli anni il nostro orto ci regala: pomodori, zucchine, fave, peperoni, cipolle, granturco, melanzane, cocomeri e meloni. Con discrezione e parsimonia si possono andare a “rubare” dal nostro amico Moreno (naturalmente senza esagerare perché, come si dice dalle nostre parti, “l’orto vuole l’uomo morto …”). All’interno del parco abbiamo anche alcune importanti testimonianze archeologiche, tutelate quali “Monumenti Nazionali”, tra cui 2 rari menhir protostorici, una stele tombale italica, rocchi di colonne romane (tutti provenienti dall’area archeologica vincolata di cui la nostra azienda fa parte), oltre a capitelli e pietre medioevali dell’area circostante.

- AGRICAMPEGGIO

In azienda abbiamo alcune piazzole che si adattano ad ospitare camper/roulotte. In genere non ne prendiamo più di una alla volta e solo dietro prenotazione. Per tutte le altre informazioni .

- SUGGERIMENTI e MATERIALE per la “SCOPERTA” del NOSTRO ABRUZZO

Nostro punto di forza è l’amore e la profonda conoscenza per questa terra. Con piacere mettiamo a disposizione il frutto di decenni di nostre escursioni in questa regione, avendo scritto anche un “vademecum” per i nostri ospiti, dove le varie letture tematiche del territorio (arte, natura, cultura, mare, gastronomia, artigianato e folklore, sport, ecc.) vengono proposte cercando di “intersecarle” tra loro e di spiegarne le ancestrali origini, privilegiando le mete più autentiche ed incontaminate. Oltre a ciò abbiamo una fornitissima biblioteca di opuscoli, cartine, mappe stradali e altro materiale turistico in varie lingue (invidiata anche dalle nostre Aziende di Promozione Turistica), che con piacere mettiamo liberamente a disposizione dei nostri ospiti, in modo che tutti possano serenamente e senza fretta goderne durante il loro soggiorno, magari all’ombra di un pino secolare vicino alla nostra piccola ma graziosa piscina. Stiamo realizzando anche (speriamo di farcela per l’estate 2012) dei percorsi registrati su navigatori satellitari, anche questi dati in comodato d’uso, con le coordinate già caricate al loro interno, in modo da rendere più facile e piacevole la guida e la scoperta all’interno di questa regione splendida, ma alle volte un pò troppo selvaggia. Il pianoterra dell’edificio centrale, riservato ai padroni di casa, viene usato normalmente come luogo di accoglienza degli ospiti dell’agriturismo. Un tempo stalle per animali di ogni sorta, oggi è stato ristrutturato con mobilia e arredamento d’epoca tipico abruzzese ed è molto suggestivo. Questo è il luogo ideale dove, accompagnati magari da un sorsetto di nocino prodotto da mia madre, donna Matilde, si parte per un’escursione virtuale del nostro Abruzzo e dove, a seconda degli interessi di ciascun ospite, suggeriamo gli itinerari migliori e i segreti del territorio.

  - TRASPORTO PUBBLICO (per “puntate” lontane, ma speciali … !)

E per chi non vuole perdersi l’occasione per una visita alla “Città Eterna”, Roma è a soli 1,5 ore di auto o 2 ore di pulman (1 km per la fermata dell’autobus – 10 € costo biglietti per una tratta – circa 190 km di autostrada).

La stazione ferroviaria per Pescara (o le altre due città costiere con mare più selvaggio, Pineto e Ortona) si trova a soli 3 km.

Per Napoli partono buoni autobus da Pescara oppure, lungo la tratta per Napoli, a Sulmona. Circa 2 / 2,5 ore di percorrenza.

Da Pescara, Ortona e meglio ancora da Vasto o Termoli partono giornalmente vari traghetti o aliscafi per escursioni giornaliere alle stupende isole Tremiti, tra le più belle spiagge di Italia.

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- ATTORNO all’AGRITURISMO

Nelle immediate vicinanze del nostro agriturismo vi sono tantissime possibilità di passeggiate ed escursioni, ma per questo vi rimandiamo alla lettura della sezione specifica chiamata “Escursioni – intorno a noi”.

Tra le varie possibilità elenchiamo brevemente: escursioni e passeggiate naturalistiche di vario tipo canoe, maneggi ed escursioni anche a dorso d’asino, mountain bikes, parapendio, deltaplano, golf, sci di fondo, terme (solo a carattere curativo e non aperte tutto l’anno), come pure chiese, castelli eremi e borghi medioevali, percorsi enogastronomici e tanta tradizione e folclore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Intorno a noi

majella

 Abruzzo verde blu” e “Abruzzo Regione Verde d’Europa” sono i due slogan più usati per definire le peculiarità della nostra terra: la incredibile vicinanza tra le 3 più alte montagne appenniniche e il mare (130 Km di costa con ben 13 Bandiere Blu) e poi la più alta concentrazione in Europa di Parchi Nazionali e Riserve Naturali (circa il 36% del territorio). E come se non bastasse, tutto viene impreziosito da un’infinità di abbazie, eremi, castelli e monumenti per lo più medioevali (tra i primissimi posti nel club dei “Borghi più belli d’Italia” con 19 centri storici menzionati), quasi sempre tutti “incastonati” in paesaggi naturalistici incontaminati. La Majella stessa è una montagna sacra ed è il secondo posto al mondo per concentrazione di chiese, eremi o luoghi di culto. Anche l’uomo, con il suo forte attaccamento alla propria terra e la sua orgogliosa forza e tenacia (“I taciturni dalle spalle quadre” secondo D’Annunzio), fa mostra di sé in questa terra speciale e affascina il viaggiatore per l’ostinata volontà a preservare riti e tradizioni ancestrali, che si offrono non per allettare il turista ma perché ostinatamente ancora vivi. – (v. link con “Abruzzi”)

 

Abruzzo green blue” and “Abruzzo the Green Zone of Europe” are two slogans used to define the peculiarities of our land: the incredible proximity between our 3 highest mountains in the Apennines and the sea (130 km of coastline with 13 “Blue Flags”) and then the highest concentration in Europe of National Parks and Nature Reserves (about 36% of the territory). And what’s more, everything is embellished by countless abbeys, monasteries, castles and monuments mostly medieval (among the top places in the club of “Most Beautiful Villages in Italy” with 19 historical towns mentioned), almost always all “embedded” in unspoiled natural landscapes. The Majella itself is a sacred mountain and is the second in the world by the concentration of churches, hermitages or places of worship. Even the man, with his strong attachment to its land and its proud strength and tenacity (“The taciturn with square shoulders,” according to D’Annunzio), shows itself in this special land and fascinates the traveler for the stubborn desire to preserve ancestral rites and traditions, which offer themselves not to lure tourists but as they are still stubbornly alive. (v. link con “Abruzzi”)

Our farm is located in a strategic position to take all these features: walk among the vineyards on a donkey, swim and discover the traces of prehistoric man in the canyon of the Valle Dell’Orta, get excited in front of medieval hermitages set in natural landscapes untouched, dive (perhaps having just been on top of the Majella mountain) in the crystalline waters of the Marine Reserve of Torre Di Cerrano, and so much more to discover in our special section TRACKS

Furthermore we are close to the provincial capital of Pescara, with its international airport, and the villages of Torre de Passeri, Castiglione a Casauria, Pescosansonesco, Pietranico, Bolognano, Piano D’Orta, Musellaro, Alanno, Scafa, Popoli, Bussi Sul Tirino, Sulmona

Il nostro agriturismo si trova in una posizione strategica per cogliere tutte queste peculiarità: passeggiare tra vigneti a dorso d’asino, nuotare e riscoprire le tracce dell’uomo preistorico nel canyon della Valle Dell’Orta, emozionarsi davanti agli eremi medioevali incastonati in paesaggi naturalistici incontaminati, tuffarsi (magari dopo essere appena stati sulla vetta della Majella) nelle acque cristalline della riserva marina della Torre Di Cerrano, e tanto altro ancora da scoprire nella nostra sezione specifica “ESCURSIONI”:

 


Inoltre siamo vicini alla città di Pescara, con il suo aeroporto internazionale, e ai paesi di Torre de Passeri, Castiglione a Casauria, Pescosansonesco, Pietranico, Bolognano, Piano D’Orta, Musellaro, Alanno, Scafa, Popoli, Bussi Sul Tirino, Sulmona.

Alcune delle foto della galleria soni di Giovanni Lattanzi (vedi nome su foto) e sono tratte dal sito http://foto.inabruzzo.it


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Abruzzo su YouTube

abruzzo-onyoutube

VIDEO GALLERY:
la migliore selezione di video sull’Abruzzo (natura, cultura, sports, gastronomia, artigianato, tradizioni, spiagge, montagne, centri storici, etc.).
Per ulteriori immagini e foto potete vedere “Discover Abruzzo” (a destra della nostra Homepage), ma ancora di più dalla nostra pagina Facebook (vedere il link in alto a destra). Alcuni video sono in lingua originale (Inglese, Olandese, etc.).

Il nostro non è solo un luogo dove dormire … ma anche un posto dove condividere la nostra passione per questa terra, ricca e affascinante, e “assaggiarne”  la sua autenticità e le sue atmosfere !
Uno dei nostri punti di forza, oltre alla posizione strategica che permette di muoversi con estrema facilità, è la conoscenza dell’Abruzzo a 360°. Sarà un vero piacere “introdurvi” alla sua scoperta e condividere con voi questa passione. Abbiamo anche a disposizione dei nostri ospiti una ricca biblioteca di guide e approfondimenti turistici in tutte le principali lingue. Vi daremo così tutti i consigli per farvi vedere e vivere di persona i magici luoghi e le atmosfere selezionate nei video che seguono: buona visione !!

N.B. Per vedere i video in dimensioni medie cliccare sul titolo in alto dell’icona (in basso a destra per la visione a “schermo intero”).

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ABRUZZO: dal mare alla montagna (in appena 45 minuti si possono raggiungere le alte vette delle montagne dei nostri famosi Parchi Nazionali così come le belle spiagge della costa con il certificato di “Bandiera Blu”) – alcune immagini sono state girate nel nostro agriturismo!

Spot Parchi Nazionali 'Abruzzo

Breathtaking landscapes (wild National Parks with nature, animals, and medieval villages surrounded by an amazing environment) – Part 1°

Panorami mozzafiato (selvaggi Parchi Nazionali con tanta natura, animali e villaggi medioevali circondati da ambienti incontaminati) - Parte 2°

A typical Abruzzo’s farm: hard work and authentic people

Video OLANDA SECONDA PARTE

Vlaanderen vakantieland – “Abruzzo mozzafiato”, parte 1(documentario in olandese realizzato dalla famosa giornalista Cath durante il suo viaggio in Abruzzo: ” … spiaggia, montagna o cultura? L’Abruzzo in Italia ha tutto”).

Video OLANDA PRIMA PARTE

Vlaanderen vakantieland – “Abruzzo mozzafiato”, parte 2 (documentario in olandese realizzato dalla famosa giornalista olandese Cath durante il suo viaggio in Abruzzo: ” … tra il suggestivo altopiano di Campo Imperatore, il rifugio di Mussolini e i bellissimi borghi medievali che hanno ospitato set cinematografici, come il film di George Clooney girato tra gli incantevoli scorci della città di Sulmona!”).

Italy’s passionate people: taste Abruzzo

Abruzzo’s wine producers: young generation … but old traditions

INTRODUZIONE all’ABRUZZO (in lingua inglese)

INTRODUCING ABRUZZO – n° 2

Natura, tradizioni, gastronomia e artigianato della nostra Provincia – PESCARA (alcune immagini sono state girate nel nostro agriturismo!)

Vivere in Abruzzo: autenticità, qualità, tradizioni … con gente sincera ed accogliente !Parte 1°, la nostra Provincia: PESCARA

Vivere in Abruzzo: autenticità, qualità, tradizioni … con gente sincera ed accogliente ! – Parte 2°, la nostra Provincia: PESCARA

INTRODUZIONE alla nostra Provincia – PESCARA (versione lunga)

BEACHES: the rocky beaches in the south and the sandy ones in the north (both Sea Reserves and at only 40 minutes drive, while the comfortable sandy beaches of Pescara, with several services and beach houses, are at only 30 minutes)

BEACHES: the rocky beaches in the south

CASTLES in the green of the Nature and in the blue of the Sea!

AMAZING MIDDLE AGE: churches, abbeys and hermitages – the area all around us 1° (San Tommaso, castello di Popoli, Badia Morronese, etc.)

AMAZING MIDDLE AGE: churches, abbeys and hermitages – the area all around us 2° (Roccamorice hermitages and climbing, the “Tholos”, San Clemente abbey at only 1,5 km from us)

WILD NATURE and animals (among these our extremely rare Lynxs)

SPORT: hiking and biking in the mountains

SPORT: climbing in Abruzzo

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Altri affascinanti VIDEO e PHOTO-GALLERY sull’Abruzzo:
(oltre all’elenco che segue, se si vuole vedere ancora si può anche cliccare sulla nostra homepage: “ESCURSIONI: dintorni o Abruzzo“).

 
MONUMENTI STORICI:
- Castelli nel verde della Natura e nel blu del mare ! – n° 2 (video);
- Abbazie e castelli nella Natura: S. Maria Arabona, S. Liberatore, Crecchio, Castello Ortona, (video);
- Millenni nella Natura – n° 1 (photo-gallery);
- Millennia nella Natura – n° 2 (photo-gallery);
- Millennia nella Natura – n° 3 (photo-gallery);
- Abruzzo photo gallery (photo-gallery).

 
SPIAGGE:
- Spiagge rocciose e di sabbia a sud: la Riserva Marina di Punta Aderci (video);
- Spiagge rocciose a sud: la Riserva Marina della Costa Dei Trabocchi (video);
- Confortevoli spiagge di sabbia a nord: la Riserva Marina della Torre Di Cerrano on May (video);

 
ANIMALI SELVATICI:
- “Lupo Appenninico”: il lupo tipico dei Parchi Nazionali d’ Abruzzo (video);
- Montagne d’inverno, neve e il nostro tipico “Camoscio d’Abruzzo”: endemismo dei nostri Parchi (video).

 
PAESAGGI  e NATURA:
- Il Parco Nazionale del Gran Sasso: arrampicate e natura (video);
- Tutto a pochi passi 1: macchine da pesca (i Trabocchi), Abbazia di San Giovanni in Venere, i calanchi, pecore al pascolo, il castello di San Menardo (video);
- Tutto a pochi passi 2: l’Abbazia di Corfinio, l’eremo di San Venanzio, natura e le acque sulfuree del Lavino (video);
- Natura nei Millenni – n° 1 (photo-gallery);
- Natura nei Millenni – n° 2 (photo-gallery).

 
SPORT:
- Sciare in Abruzzo (video);
- Arrampicare in Abruzzo – n° 1 (video);
- Arrampicare in Abruzzo – n° 2 (video);
- Arrampicare in Abruzzo – n° 3 (video).

 
TRADIZIONI:
- Musica tradizionale (video);
- Tradizioni popolari – la festa dei serpari di Cocullo (video).

 
MOTOCICLISTI in Abruzzo: guidare dal mare alle alte montagne attraverso luoghi incontaminati e strade deserte (video).
LA CITTA’ MODERNA di PESCARA, con tutti icomfort, i servizi e la “movida”, a soli 30 minuti (video).

 
“TRABOCCO”: ristorante di pesce su una tipica palafitta nel mare (video).

 
 
 

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Itinerari in moto per scoprire l’Abruzzo

In questo video potrete trovare numerosi suggerimenti per suggestivi itinerari in moto!

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LA FESTA DEI SERPARI DI COCULLO

festa_serpari_cocullo

La festa dei serpari si svolge a Cocullo il 1º giovedì di maggio. La festa si svolge in onore di San Domenico che risulta particolarmente venerato a Cocullo (ma anche a Villalago, il santo risulta essere patrono dei due paesi abruzzesi).

Difatti a Cocullo risultano essere presenti due reliquie del santo (un molare del santo ed un ferro della sua mula, un altro molare del santo è conservato nella chiesa principale di Villalago).

Secondo una tradizione locale, il santo cavandosi il dente e donandolo alla popolazione di Cocullo fece scaturire nella popolazione di Cocullo una fede che andò a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dai veleni, tra cui quello dei serpenti.

Il dente di San Domenico, con probabile allusione al dente avvelenatore del serpente, diede, forse, l’idea che fece scaturire la fede che portò alla festa in onore del santo.

La festa ha riconduzioni pagane, residui probabili dell’antico culto della dea Angizia. Nell’Eneide è presente la figura di Umbrone, giovane serparo dei Marsi – antica popolazione dell’Abruzzo – alleato di Turno nella guerra contro Enea, che lo ucciderà.

Processione. La statua del santo, coperta di ori e serpi, è portata in processione per le vie del paese preceduta dalla reliquia del dente. All’Abate Benedettino vengono attribuiti vari poteri: antifebbrile, antiodontalgico ed antiofidico. Ai poteri del santo sono collegate due tipiche usanze: il tirare con i denti la fune della campanella della chiesa per la protezione dalle odontalgie (portatevi un fazzoletto, chi tira la campana con i denti evidentemente qualche problema ce l’ha e non è un bel vedere … !), ed il raccogliere da parte dei contadini il terriccio dietro l’altare per tenere lontano dai campi i serpenti. Al culto di S. Domenico sono legate anche altre manifestazioni religiose come quella di Pretoro, la prima domenica di Maggio, e quella di Villamagna, l’ultima domenica di Agosto.

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ABRUZZO

 

 

L’Abruzzo, o “gli Abruzzi” secondo gli antichi, è una regione speciale sotto tanti punti di vista.
Innanzitutto è definita “regione verde d’Europa” per l’altissima percentuale di territorio protetto da Parchi e riserve (addirittura ben il 33% del territorio è vincolato, la percentuale più alta in Europa).
In secondo luogo le alte montagne, tra cui le tre vette più alte della catena degli Appennini e il ghiacciaio perenne più a sud d’Europa, sono vicinissime al mare tanto che in alcune stagioni si può andare a fare il bagno la mattina e il pomeriggio, in soli 45 minuti, andare a sciare su in montagna ! Anche questo fattore ha contribuito alla sua ricchissima biodiversità (una delle maggiori in Europa), potendo variare dai paesaggi della costa, con palme e piante tipiche mediterranee, all’alta montagna, con stelle alpine e relitti glaciali tipo il pino mugo o animali rarissimi.
Anche da un punto di vista geomorfologico il territorio manifesta profonde diversità. Di conseguenza le montagne sono estremamente diverse da loro, come anche i villaggi costruiti anticamente dall’uomo che, utilizzando il materiale reperito in loco, cambiano fortemente le architetture e gli stili costruttivi nel giro di pochi minuti. Nel giro di breve tempo tutto è diverso: natura, villaggi, tradizioni e costumi locali, antiche attività economiche.
Altra prerogativa della regione è l’estrema conservazione ed attaccamento alle proprie tradizioni e ai riti delle popolazioni che vivono “separate” dalle varie valli, lungo la costa o nei paesini in quota, anche grazie alla pastorizia che ha spinto l’economia e la ricchezza su in alto sin dal medioevo … . Ancora oggi in alcune aree sembra di vivere scene di vita ancestrali o riti medioevali, quasi sempre addirittura di origine pagana e pre-romana. I popoli abruzzesi, notoriamente conservatori e orgogliosamente testardi, conservano gelosamente e perpetuano le proprie tradizioni non per rievocazioni turistiche … ma perché sentite nel profondo.
Vi renderete conto che la bellezza di questa regione non sta solo nei suoi monumenti, nella natura particolarmente selvaggia e varia, nella eccezionale biodiveristà di flora e fauna, ma soprattutto nel modo con cui sono state preservate tradizioni, usanze, modelli di vita, culture arcaiche e riti religiosi. In altre parole qui è l’uomo che fa mostra di sé e sa affascinare chi ne sarà attento lettore, l’uomo inserito nella natura, come pure i monumenti e la storia “incastonati” in una natura spettacolare e selvaggia.

Con passione ed orgoglio la famiglia de Pompeis mette a disposizione la propria conoscenza del territorio per coloro che vorranno scoprirlo, andando anche al di là delle mete turistiche più tradizionali.

Alcuni di questi suggerimenti li potrete trovare in questa sezione.

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Abruzzo “Regione verde d’Europa” – Introduzione

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Peculiarità del territorio abruzzese è la sua enorme varietà geomorfologica. Nel giro di poche decine di chilometri si passa dalle montagne (le tre vette più alte dell’Appennino) al mare con tutta una gradualità collinare non meno caratteristica e varia. Inoltre il suolo si presenta roccioso con calcari e pareti a tratti simili alle montagne dolomitiche (Gran Sasso) o con rocce impermeabili e torrenti che vi scivolano in superficie (Laga), o infine con dolci pendii di origine carsica con rivoli d’acqua che vengono assorbiti dalla montagna e poi restituiti a valle (Majella), o valloni stretti e profondi canyon scavati nella roccia (soprattutto nel versante orientale della Majella). Tutto questo genera una estrema varietà dei climi (detti “microclimi”) che è una delle maggiori cause della straordinaria biodiversità di questa regione. Estremamente varie sono, quindi, le forme della vegetazione e le specie animali che popolano queste terre, variando ad esempio dai pini mughi – antichi relitti dell’era glaciale – alle palme e alle specie tipicamente “mediterranee” del litorale, dall’orso di montagna ai delfini della costa. Oltre alla flora e alla fauna, molto affascinanti risultano pure i paesaggi che, dalla spiaggia all’alta montagna, variano notevolmente dal genere mediterraneo fino a quello alpino nel giro di breve spazio.
Tutto questo si traduce in ricchezza di paesaggi e mete turistiche: un giorno si può andare al mare e il giorno dopo scegliere l’alta montagna (v. il Calderone, l’unico ghiacciaio dell’Appennino e il più meridionale d’Europa), andare in un rigoglioso bosco o sugli aridi e “lunari” paesaggi dell’altopiano di Campo Imperatore o degli Altopiani Maggiori, osservare i mille rivoli di torrenti e cascate della Laga o i brulli pascoli pietrosi della montagna drenata della Majella, dai ripidi canyon carsici ai dolci pendii collinari. Nello stesso giorno si può incontrare la vegetazione mediterranea fatta di olivi e ginestre della zona costiera per poi passare alle faggete e ai pini, dai borghi in pietra alle case in mattoni della zona argillosa Aprutina o ancora al quelle in neo-travertino dell’Alta Valle del Pescara, dalle popolazioni aspre e chiuse della montagna  (“I taciturni dalle spalle quadre” di Dannunziana memoria) a quelle più aperte e “moderne” della costa. Il tutto in un gustoso “crogiolo” dalle mille sfaccettature!
Tre Parchi Nazionali: lo storico Parco d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Laga e della Majella-Morrone istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 34 riserve e oasi naturalistiche, tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 36% del proprio territorio sottoposto a tutela. In questa varietà dí ambienti di infinita bellezza vive, protetta, una serie innumerevole di endemismi floristici, propri della regione, come la genziana della Majella, il ranuncolo della Marsica, l’androsace abruzzese, il ranuncolo magellense, la soldanella della Majella, l’aquilegia della Majella, il garofano della Marsica, oltre a elementi faunistici preziosissimi come il camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano, il lupo, l’aquila reale, la lontra e il picchio dorsobianco.

Negli articoli che seguono non vengono volontariamente riportati gli itinerari estremi o comunque molto impegnativi, adatti ad escursionisti esperti, che sicuramente sono già attrezzati ed informati sul da farsi. Si riportano soltanto alcune delle innumerevoli possibilità di passeggiate ed escursioni naturalistiche, privilegiando quegli itinerari che evidenziano l’enorme biodiversità di flora e fauna e la varietà dei paesaggi. Ogni itinerario, di volta in volta, potrà essere arricchito in base alla stagione e alle personali attitudini e curiosità.

Tutte queste informazioni vengono riprese, ampliate e fornite di indicazioni stradali nel Vademecum che mettiamo a disposizione dei nostri ospiti dell’agriturismo, insieme a tanto altro materiale, a seconda degli interessi personali.

Per ulteriori approfondimenti potete visitare i seguenti siti:

Parco Nazionale della Majella – Morrone
Parco Nazionale del Gran Sasso

Parco Regionale Sirente – Velino

Parco Nazionale d’Abruzzo

Riserve ed Aree Protette

e ancora Parks.itWinter Season

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“MILLENNI NELLA NATURA” – Introduzione

Calascio

I parchi Nazionali e Regionali, le Oasi e zone protette e, in generale, tutto il territorio interno della Regione Abruzzo solo di recente sono diventati meta di turismo, grazie all’istituzione dei suoi importanti Parchi. Di conseguenza, affianco alla bellezza e alla sensazione di un territorio assolutamente vergine ed autentico, non si hanno ancora molti servizi ed indicazioni per i turisti. E’ molto appropriato, infatti, uno degli slogan usati a proposito: “Abruzzo, una terra da scoprire”. Oltre alle nostre indicazioni molto utile risulterà pure chiedere informazioni alla gente del posto che, sebbene dai modi apparentemente burberi, è spesso di un’ospitalità quasi eccessiva e, rotta la diffidenza iniziale per il “foraschtiero”, ci si può ritrovare invitati ad accomodarsi dentro casa per consumare cibi e bevande per un nonnulla. Divertenti saranno pure le difficoltà di traduzione specie quando si interpellano le persone anziane: qui, soprattutto nelle zone più interne, il dialetto è ancora molto presente e l’italiano è prerogativa solo dei giovani. Ma il calore e il “colore” di questi personaggi richiede assolutamente dei tentativi: loro sono il vero Abruzzo!

Vi renderete conto che la bellezza di questa regione non sta solo nei suoi monumenti, nella natura particolarmente selvaggia e varia che li circonda e “avvolge”, nella eccezionale biodiveristà e di conseguenza di varietà di paesaggi, ma soprattutto nel modo con cui sono state preservate tradizioni, usanze, modelli di vita, culture arcaiche e riti religiosi, spesso ancora pagani (per approfondire questa chiave di lettura vi consigliamo vivamente una visita al particolarissimo “Museo delle Genti d’Abruzzo” di Pescara – v. link nella homepage).
Spesso, più ancora della ricchezza architettonica del monumento in sé, quello che colpisce particolarmente sono le atmosfere dei tipici piccoli borghi, dove si respira un’aria di medioevo, frequentemente impreziositi dal fascino dell’abbandono e del vissuto vero, non trasformato e “confezionato” ad uso turistico.
Anche l’estrema diversità da vallata a vallata (tanto che qualche studioso l’ha assimilata a quella dei cantoni Svizzeri) è particolare e nel giro di pochi chilometri si passa dalle architetture ed atmosfere dei paesini in pietra a quelle in mattoni, ai centri costruiti con il travertino giovane (di fattezze simile al tufo), all’uso esclusivo di ciottoli di fiume, alle costruzioni in sola argilla, ecc. Ogni materiale offerto dalla natura ha di conseguenza condizionato le tecniche costruttive e lo “stile” architettonico, tutto con rapida mutevolezza. Accompagna questi scenari anche l’uomo, che in questi paesini, soprattutto quelli più interni, è rimasto spesso legato ad abitudini, culture e riti pagani e religiosi conservatisi mirabilmente (v. la particolare offerta delle “Feste, sagre e tradizioni popolari”). Pertanto i monumenti non sono un “piatto” da consumarsi singolarmente, ma devono essere gustati insieme agli altri due straordinari monumenti che caratterizzano l’Abruzzo: la natura e l’uomo.
Ricordiamo anche che l’Abruzzo è stata regione molto ricca nel medioevo (l’Aquila è stata nel XIII la città più ricca d’Italia!) per via dell’economia della pastorizia un tempo molto redditizia e per via degli importanti tratturi (un tempo vere e proprie autostrade apportatrici di ricchezze) che la attraversavano e che creavano floride occasioni per commerci e scambi culturali tra la Toscana e il sud Italia.
Questa regione, essendo di confine tra vari ducati e prestandosi particolarmente per le sue caratteristiche geomorfologiche, ha visto un diffusissimo fenomeno dell’incastellamento – soprattutto di tipo militare (centri fortificati, torri d’avvistamento, ecc.) – che la rende una delle regioni più ricche da questo punto di vista.
Anche la spiritualità dei monti (la Majella è considerata una “Montagna Sacra” – v. la locale bestemmia “mannaggia a’ la Majella”) ha fatto si che, secondo alcuni studiosi, dopo il Tibet qui ci sia la più alta concentrazione di luoghi sacri ed eremi. Fatto divertente è che tali luoghi di culto, nati in tempi antichi come pagani, poi un po’ a forza “cristianizzati” soprattutto durante il medioevo, spesso conservano ancora oggi retaggi di culti misti, soprattutto tra la popolazione più anziana. Tutto ciò avviene con gran disappunto da parte del clero locale, che alle volte mette “sotto chiave” statue o acque surgive (spesso nelle cripte o addirittura sotto le pale di altare) venerate non proprio secondo riti ortodossi (per approfondimento v. link “tradizioni ed enogastronomia” …).
Tutte queste informazioni vengono riprese, ampliate e fornite di indicazioni stradali nel Vademecum che mettiamo a disposizione dei nostri ospiti dell’agriturismo, insieme a tanto altro materiale, a seconda degli interessi personali.

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Roccia o sabbia, laghi o fiumi – Introduzione

Fossacesia Marina, costa dei trabocchi, il trabocco Congarelle

L’Abruzzo è conosciuto per le sue montagne e per i suoi Parchi Nazionali e la “verginità” del territorio interno, ma ha anche una discreta offerta di spiagge (130 Km di coste sabbiose o rocciose) e soprattutto, caratteristica principale, è l’estrema vicinanza tra le montagne e il mare. Il nostro agriturismo, che si trova nella vallata ai piedi dei due parchi nazionali della Majella e del Gran Sasso, è ad appena 30 minuti dalle prime spiagge e già a 40 minuti per quelle più selvagge e particolari. Inoltre vasta è la possibilità di fare bagni e rinfrescarsi, nelle calde giornate estive, nei vicinissimi fiumi balneabili o laghetti. Il primo è a soli 5 minuti di auto ed è immerso in una splendida natura che già da sola vale una giornata di visita.

Bagni al mare:
E’ un itinerario per tutti i gusti quello dell’Abruzzo costiero, con i suoi 130 Km di spiagge: basso e sabbioso dal nord dell’Abruzzo fino a poco più a sud di Pescara; con scogliere, cale e porticcioli da Ortona a Vasto (sud dell’Abruzzo). La caratteristiche del litorale a sud è pure quella delle spiagge affiancate dal verde delle colline coperte di vigne e di oliveti, mescolate agli orti che ogni tanto si insinuano fino nell’arenile. Pescara, Francavilla, Montesilvano, Silvi, Pineto, e pochi altri centri ancora sono caratterizzati da grandi affollamenti, ma al contempo dall’offerta di servizi di ogni genere per il bagnante (compresi l’affitto giornaliero di ombrelloni, sedie, ecc.). Gli altri centri sono più selvaggi e caratterizzati da una maggiore privacy e in Abruzzo possiamo vantare ben 13 centri con il titolo di “Bandiera Blu”, oltre che 4 piccole Riserve Marine.
Su tutti Pescara (a soli 30 minuti dall’agriturismo) è il centro più attrezzato e affollato della costa Abruzzese e per arrivare in spiaggia bisogna passare svariate file di ombrelloni e corpi arroventati al sole! A voi la scelta.
Fra tutte, le spiagge da Ortona in giù sono a nostro avviso le più belle in assoluto (Ripari di Giobbe, Punta Ferruccio, Punta Vignola, Punta Aderci, ecc.), con un’eccezione per la bella spiaggia della Torre di Cerrano (riserva marina e “bandiera blu”) giusto a nord di Pescara, molte di queste a soli 40 minuti di automobile.
Eccezionali sono le isole Tremiti che per bellezza sono molto simili alle coste della Sardegna. Per raggiungerle ci si può imbarcare con l’aliscafo da Ortona, da Vasto o meglio ancora da Termoli, dove frequenti sono gli imbarchi. Partendo la mattina sul presto si possono fare belle escursioni giornaliere, con giornata di mare più che sufficiente.

Bagni in acqua dolce:
Molte sono anche le possibilità di fare dei bagni nei nostri vicini e splendidi fiumi o laghetti, immersi in contesti naturalistici straordinari, selvaggi ed affatto frequentati, i primi già a 5 minuti di auto dall’agriturismo. Il problema è che le acque, molto spesso potabili e di sorgente, sono gelide e dopo un primo tuffo rinfrescante solo pochi coraggiosi riescono a fare anche qualche bracciata. Ma lo spettacolo della natura, delle acque e alle volte dei monumenti medioevali che quasi “si bagnano” in questi rivoli incontaminati assolutamente meritano una visita nelle calde giornate estive.

Mare, natura e cultura.
Come appena già detto, molti di questi itinerari che qui descriveremo, oltre ai bagni  prevedono la possibilità di visitare importanti centri storici e monumenti frequenti lungo la costa (v. link “Centri storici e Cultura”) o, in alcuni casi, fare belle passeggiate o veri e propri trekking con vista mare e immersi in una natura abbastanza preservata (v. link “Montagne e Natura”).

Acquapark e piscine.
Per la gioia dei più piccoli a Vasto (CH) e a Tortoreto (TE) vi sono anche 2 acquapark molto grandi e moderni.
Ovviamente discreta è l’offerta di piscine lungo il territorio, ma nessuna dalle caratteristiche tali da essere particolarmente raccomandate.

 

Le immagini della foto galleri sono  state prese dal sito http://foto.inabruzzo.it

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I fuochi rituali

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LE FARCHIE di Fara San Martino.

Le farchie sono gigantesche colonne di canne delle dimensioni di 70-115 cm di diametro e 7-10 m di altezza, tenute assieme da legami di salice rosso scaldati al fuoco e realizzate una per ciascuna contrada, innalzate davanti la chiesa di Sant’ Antonio Abate ed incendiate nella sommità. Nel suggestivo spettacolo delle fiamme delle farchie che illuminano il tramonto e che guizzano nei colori bruni del tramonto, il paese festeggia insieme ai visitatori con canti e musica del folclore abruzzese, buon vino e cibi tradizionali, ricordando gli antichi riti prima pagani e poi cristiani.
Nella vicina chiesa, intitolata a Sant’Antonio Abate, viene celebrata la funzione religiosa che ha il suo culmine nella benedizione delle Farchie in presenza della statua del Santo.
Prima che il fuoco le consumi completamente, le farchie vengono private della sommità ardente e riportate nelle singole contrade, dove la festa continua in un clima di allegria e di ospitalità che caratterizza tutta la manifestazione.
La mattina successiva i carboni delle farchie vengono benedetti e posizionati nelle stalle a protezione degli animali

Il Miracolo
La  tradizione fa risalire la festa delle Farchie ad un miracolo che il  Santo protettore del paese (Sant’Antonio Abate) fece in occasione dell’invasione francese del 1799. In passato la zona di confine tra Fara ed i paesi di Vacri e Bucchianico era particolarmente ricca di alberi, tanto da essere detta “La Selva”. I francesi che da Bucchianico erano diretti all’occupazione di Guardiagrele volevano conquistare Fara per farla divenire avamposto nell’attacco finale a Guardiagrele.
Avanzando verso Fara, in località la Selva appunto, i francesi si trovarono di fronte  Sant’Antonio Abate  che nell’occasione assunse le sembianze di un generale ed intimò agli invasori di non oltrepassare il bosco; al loro diniego il Santo Protettore trasformò gli alberi in soldati, cannoni e fiamme costringendo le truppe nemiche alla ritirata.
Da quel giorno in poi il popolo farese in segno di devozione accende davanti la chiesa di Sant’Antonio Abate dei grandi falò: Le Farchie . Dietro questa celebrazione cristiana c’è naturalmente il ricordo di un rituale pagano, tradito anche dall’origine longobarda del paese Fara, il cui scopo originario doveva essere garantire la purificazione e la rinascita della Madre Terra.

La Preparazione
Dietro quella che potrebbe sembrare una semplice festa popolare c’è in realtà molto di più. La preparazione all’evento, e quindi la realizzazione di una Farchia, dura un intero anno. Infatti appena dopo il 17 gennaio, ogni contrada del paese si riunisce per procurarsi le canne che serviranno l’anno venturo per la nuova Farchia.
Tra il 9 e il 13 gennaio iniziano i lavori di costruzione. Il corpo centrale della Farchia è costituita da una struttura detta “anima” , un palo in legno rivestito da un primo strato di canne, le meno “nobili”. Si giunge alla struttura finale aggiungendo intorno “all’anima” uno strato di canne “scelte” tenute strette prima facendo ricorso ad una spessa fune cui fa seguito l’utilizzo di rami di salice rosso preventivamente scaldati ed annodati.
La distanza tra un legame e l’altro deve essere costante e tutti i nodi allineati.
Il pomeriggio del 16 gennaio le farchie vengono trasportate nell’area antistante la chiesa di Sant’Antonio Abate, una volta a spalla, oggi sui trattori addobbati a festa.
Nel piazzale la farchia viene issata in fasi successive con un’azione combinata di trazione, a mezzo di funi, e spinta a mezzo di “filagne” (due travi legati a “forbice” da una fune). I movimenti di spinta-trazione sono simultanei e scanditi da comandi del capogruppo: il “Capofarchia” . Quando tutte le farchie sono in piedi vengono accese da batterie di castagnole. Solitamente la più bella ha l’onore di essere accesa per ultima.
Nessun cronista ha saputo mai descrivere le emozioni che le varie fasi della festa suscitano ai partecipanti, nessuna foto rende giustizia al meraviglioso spettacolo delle farchie in fiamme:  la festa va vissuta!

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LE GLORIE di Scanno

Il 10 Novembre, nel suggestivo borgo di Scanno, in occasione della festa di S. Martino vengono incendiate le “Glorie”, alte cataste di legna superiori ai 20 metri. considerata una sorta di capodanno contadino, originariamente la festa consisteva nell’accendere un falò la sera della vigilia di San Martino davanti ad una piccola grotta dedicata al santo. Partecipavano tutti gli uomini del paese che raccoglievano la legna per la costruzione della torre da incendiare. E così da molti anni la sfida tra le contrade si ripete. La preparazione è assai complessa e laboriosa. Bisogna innanzitutto reperire la legna necessaria; poi si cercano i “Palanconi”, cioè dei tronchi d’albero molto dritti che sfiorano i venti metri di altezza e vengono conficcati nel terreno. La legna precedentemente raccolta si accatasta intorno ai tronchi arrampicandosi sugli stessi man mano che la catasta cresce. Le Glorie delle tre contrade vengono accese contemporaneamente perché solo così è possibile giudicare quale sia la più alta e bella.

Tutte le foto sono di Giovanni Lattanzi e sono state prese dal sito http://foto.inabruzzo.it

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GASTRONOMIA: tradizione e piatti tipici

L’Abruzzo è una regione dove per il mangiare si ha un ottimo rapporto qualità/prezzo e, specie nelle zone interne e non turistiche, si mangia quasi ovunque molto bene e a prezzi veramente contenuti. I ristoranti locali quasi sempre sono all’insegna della semplicità, ma i prodotti usati sono molto genuini, di frequente “a chilometro zero” (spesso anche autoprodotti) e ricchi di sapori e gusti veri …! La cucina, sebbene non elaborata e sofisticata, ha profonde tradizioni storiche e in alcuni posti particolarità quasi “estinte” nel panorama enogastronomico generale. In agriturismo vi daremo ottimi consigli per chi, come voi che state leggendo questa particolare sezione, ha “un debole per la forchetta” …

La cucina spesso è gradevolmente semplice e ha come filo conduttore i prodotti naturali delle varie zone. Nell’entroterra l’agnello svolge il ruolo di piatto forte ed è cucinato in diverse forme: si passa dal celebre cacio e ova agli arrosti e arrosticini; dalla testina ripiena allo spezzatino in bianco; dalle mazzarelle (pezzettini di frattaglie di agnello avvolti in foglie di verdura fresca e legati con budellini) all’agnello incaporchiato con patate arrosto e alla pecora al cotturo o alla callara. Grande diffusione ha anche la carne di maiale, con cui si prepara il cif e ciaf, squisito piatto a base di costatine, lombatine e pancetta soffritte con peperoni piccanti. La gastronomia marinara raggiunge i massimi livelli col brodetto, sia nella versione Giuliese che Vastese e con la commistione tra pesce e prodotti della terra, tipica di una regione dove mare e monti si “mescolano” spesso e volentieri. Oltre ai maccheroni alla chitarra, per i primi piatti sono degni di nota le scrippelle ‘mbusse – sottili crêpes spolverate di pecorino e cannella e ricoperte di brodo – e il timballo, anch’esso a base di crêpes. Pare che le crepes francesi provengano da qui, esportate nel rinascimento da un cuoco abruzzese presso la corte dei Medici, dove spesso venivano apprezzati per le loro abilità, e poi rielaborate oltralpe).

Il Primo Maggio è sinonimo di virtù, specie nel teramano, un piatto bene agurante che include sette tipi di legumi secchi (i resti delle provviste invernali), sette tipi di legumi freschi e sette tipi di verdure (i prodotti del presente), sette qualità di carne, sette forme di pasta, sette condimenti, per sette ore di cottura. Il sette ritorna anche nella tradizionale panarda aquilana, luculliano banchetto nel quale i partecipanti non godono del diritto di rifiuto, sempre con sette tipi di piatti per portata. Trai dolci va menzionato il Parrozzo, tipico Pescarese, che deve il nome alla prolifica fantasia del D’Annunzio.

Questi piatti vengono accompagnati dagli apprezzati vini doc abruzzesi: il rosso Montepulciano d’Abruzzo, il bianco Trebbiano d’Abruzzo e il Controguerra. Altri vini speciali prodotti soli in queste terre sono la Cococciola, il Pecorino, il Moscatello della nostra zona Casuriense e tanti altri ancora. Tra i prodotti tipici della regione ricordiamo l’olio extravergine d’oliva (anche con cultivar esclusivi di queste aree), il formaggio pecorino e le scamorze, i fantastici salumi e lo zafferano (costosissimo, ma uno dei più apprezzati al mondo), coltivato fin dal Rinascimento nella Piana di Navelli e usato anche come pianta medicinale o ingrediente per dolci e liquori.

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I fuochi d’artificio e la tradizione abruzzese.

Tutte le feste tradizionali abruzzesi, anche le più piccole e sperdute tra i monti, si concludono con il “pezzo forte”: i fuochi d’artificio, sparati in aria o “fatti ballare” dalla “pupa che balla”. La pupa è un fantoccio in cartapesta dalle sembianze femminili dentro cui si infila un uomo che, spesso incoraggiato da un po’ di alcool (che sempre si accompagna alle libagioni delle feste agricole, con “arcaico” equilibrio), si mette a ballare al suono di organetto o di “ddu bbotte”, mentre tutto attorno a lui brucia e scoppia per effetto dei petardi e delle girandole e il “portatore” viene avvolto da un gran nuvolone e puzza di polvere da sparo bruciata.

In Abruzzo abbiamo una buona tradizione di “Sparatori”, come vengono chiamati quegli artigiani che, senza troppi accorgimenti tecnici ma con la sola prudenza dei padri di famiglia …, preparano questi “fiori di fuoco”. Queste usanze, di antiche tradizioni agricolo-pastorali, nel corso dei secoli sono state riprese e perfezionate dai ricchi “centri urbani” della costa ed ora ci sono tre appuntamenti davvero spettacolari e da non perdere per fastosità e meraviglia:

- Il Palio delle Pupe a Cappelle Sul Tavo (il 15 Agosto) con campionato per suonatori di “ddu bbotte” (strumento tipico simile all’organetto, che però ha solo “due movimenti”);

- La festa di S. Andrea pescatore a Pescara (ultima domenica di Luglio);

- La festa di S. Franco a Francavilla al Mare (15-18 Agosto).

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Eremi, pellegrinaggi e riti arcaici viventi

Alle prime luci dell’alba del 12 Giugno parte la processione per la grotta-eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca; i pellegrini bevono l’acqua della fonte ritenuta miracolosa, prossima all’eremo. Dopo la celebrazione della messa, cristiana, si “strizza l’occhio” a culti arcaici chiaramente pagani e ancora oggi si svolge con straordinaria partecipazione il rito della litoterapia (strofinamento rituale, a scopo terapeutico, su pietre ritenute sacre). Alcuni si sdraiano sulla roccia dietro l’altare, detta la “culla” di S. Onofrio.

Al ritorno a Serramonacesca viene rinnovata l’antica tradizione della preparazione in piazza del formaggio ad opera dei pastori, che viene poi venduto e il ricavato viene impiegato nei festeggiamenti in onore del santo.

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Il bue che si inginocchia: la Festa di S. Zopito a Loreto Aprutino

Festa in onore del santo patrono, in cui si uniscono e sopravvivono insieme anche qui riti cristiani e pagani. La tradizione vuole che un imponente bue bianco, lungamente addestrato, partecipi in chiesa alla benedizione finale della cerimonia religiosa che precede la solenne processione. Il bue, esentato dal lavoro per quaranta giorni e istruito alla genuflessione, viene bardato a festa, con le corna adorne di fiori e nastri e il dorso ammantato con una gualdrappa di seta rossa su cui siede un fanciullo con ali d’argento e il capo cinto di fiori. Il bue viene portato ad inginocchiarsi sulla soglia del tempio, poi, dagli escrementi lasciati in chiesa, vengono tratti auspici. La leggenda narra che un bove, incurante di un pungolo di un contadino miscredente, si sarebbe inginocchiato al passaggio della statua del santo trasportata a Loreto.

Anche qui, come in India, il binomio tra la straordinaria forza del bue e le necessità agricole, hanno portato questo animale ad essere oggetto di venerazione, oltre che strumento di lavoro.

Periodo: domenica/lunedì di Pentecoste

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La “Corsa degli Zingari” di Pacentro

Spesso ci si stupisce della crudezza e dell’eccesso in alcuni riti e tradizioni che vedono lo scorrere del sangue, quasi sempre animale, in nazioni più o meno lontane e magari, a soli due ore di automobile da una metropoli come Roma, nascosti e protetti da alte montagne e da popoli che gelosamente preservano antiche tradizioni e credenze, riti pagani poi “cristianizzati” nel corso dei secoli ancora si perpetuano con crudezza vicino a noi.

Nata anticamente probabilmente come rito di iniziazione e di passaggio dall’età puberale a quella adulta, secondo altri come prova per mostrare ai duchi di Cantelmo, feudatari dell’area, la propria forza e coraggio come lasciacondotto per essere arruolati nelle proprie guarnigioni, oggi ha un carattere di festa “religiosa” !

I giovani del paese si buttano a capofitto, a piedi nudi, lungo il pendio roccioso della montagna fino a raggiungere la chiesa della Madonna di Loreto, procurandosi non lievi ferite sotto i piedi. Tutto questo per una sorta di espiazione religiosa, mista a una prova di coraggio nei confronti degli altri compaesani e, infine, per una ostinazione nel perpetuare le tradizioni del paese. Certamente i vincitori della corsa sono per tutto l’anno considerati uomini valorosi, vanto delle loro famiglie e a cui tutti portano estremo rispetto (in particolar modo le “fanciulle”), mai si parla di loro in effetti per le proprie virtù mistiche !

L’effetto e l’atmosfera che si respira nel paese è fortemente coinvolgente. “Zingari” sono detti, nell’espressione dialettale, quanti vanno a piedi nudi.

Anche i piccoli bambini maschi vengono “iniziati” con una corsa a parte e anche loro, stringendo un fazzoletto in bocca “per lenire i dolori”, hanno i loro momenti di gloria …

La festa si tiene la prima domenica di Settembre.

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La Madonna che scappa a Sulmona e la Giostra Cavalleresca.

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Sulmo mihi patria est recitava il sommo poeta dell’antica Roma Ovidio, qui nato e vissuto a lungo e la storia e la “nobiltà” di questa ricca e civile cittadina in pieno entroterra abruzzese ancora si “respira” passeggiando per le bellissime vie del centro storico. Qui la romanità è ancora conservata, insieme ad un ricco medioevo e a tradizioni importanti che si sono conservate ancora oggi, affianco ad un artigianato fiorente, in parte tuttora vitale. Tra tutti spicca ancora l’antichissima tradizione dei confetti, a metà tra la tradizione tipica gastronomica e l’artigianato artistico con le bellissime composizioni di fiori di confetti che tuttora inorgogliscono i Sulmonesi.

In questa cornice di storia, tradizioni e cultura, così ancora potentemente conservatasi, ben si propone questa manifestazione religiosa, bellissima e ricca di significati simbolici: la Madonna che scappa. Sentitissima in paese, piena di episodi di commozione, circondata da scorci storici integri e sovrastata dalle imponenti montagne della Majella che si affacciano “a balcone” sull’antica piazza, è in grado di regalare al visitatore momenti di partecipazione e vero coinvolgimento emotivo, nonostante la semplicità del rito.

La sacra rappresentazione rievoca l’incontro fra la Madonna e il Cristo risorto e si svolge nella piazza più grande della città, fra due ali di folla. La statua della Madonna corre incontro a quella del Cristo lasciando cadere il velo nero dal quale si liberano dei colombi. Dall’esito della corsa vengono tratti auspici per l’anno e la gente ci crede realmente e ne partecipa con trepidazione ed ansia.

A Luglio si svolge anche un torneo cavalleresco di corsa all’anello, nel quale si scontrano i borghi e sestieri cittadini. La gara si svolge in Piazza Maggiore, ove viene appositamente allestito un campo in terra battuta. Il torneo è preceduto da un corteo storico che attraversa il centro cittadino e si compone di circa 500 figuranti in costume storico.

In occasione della Rievocazione Storica Giostra Cavalleresca di Sulmona viene proposto un banchetto rinascimentale ricostruito scrupolosamente sia dal punto di vista gastronomico che scenografico sulla base delle cronache dell’epoca. I sapori ritrovati nell’incredibile quantità di pietanze sontuosamente decorate, presentate da Dei ed Eroi della mitologia classica, l’atmosfera creata da abili scalchi, trincianti, bottiglieri, musici e danzatrici, giullari e giocolieri permettono di rivivere, in un connubio tra sogno e realtà, l’antico fasto delle corti del rinascimento italiano.

Le foto relative alla processione della madonna che scappa appartengono all’archivio fotografico del Museo delle Genti d’Abruzzo -Pescara

Le foto relative alla Giostra cavalleresca sono di Giovanni lattanzi e sono state tratte dal sito http://foto.inabruzzo.it

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L’antichissima processione del Venerdì Santo: il Miserere di Chieti.

Considerata come la più antica d’Italia, si sviluppa lungo un suggestivo percorso per le vie del bel centro storico di Chieti, illuminato solo da tripodi di bronzo e fiaccole, cantato da sole voci maschili con l’accompagnamento di oltre centocinquanta violini. La festa, sentitissima in città e a cui possono partecipare solo confraternite che “tramandano” gelosamente il diritto di appartenenza di padre in figlio, crea delle fortissime emozioni e lo strano silenzio assoluto che si intervalla a potentissimi cori è in grado di far provare la “pelle d’oca”. L’atmosfera e la città, con le sue antiche e nobili famiglie, fanno spesso ripensare alle scene del film “Il Gattopardo” di Luchino Visconti. Tutto un altro mondo rispetto alla vicina, ma opposta città commerciale e rampante di Pescara …

La partenza è alle ore 19 dalla storica cattedrale di S. Giustino.

http://youtu.be/MvBPfaSwjL8

Per eventuali approfondimenti  su questo evento segnaliamo il sito http://lamiasettimanasanta4b3.blogspot.it/

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Il bosco sacro di Luco e i culti pagani a San Tommaso

Caramanico (Pe), la valle dei Luchi

Nell’alta Valle dell’Orta il paesaggio offre nuovi sorprendenti scenari ancora una volta diversi dal canyon carsico di Bolognano. Assolutamente da non perdere la suggestiva piana del Luco che, con i suoi torrioni monolitici che si innalzano maestosi sulle radure, intreccia la sua storia con la vicina e particolare chiesa di San Tommaso dedicata all’arcivescovo di Canterbury, assassinato solo qualche anno prima la costruzione dell’edificio.
L’itinerario potrebbe partire da MUSELLARO, conosciuto per il palazzo Tabassi e per le reliquie del santissimo crocifisso che la tradizione vuole siano state portate durante le crociate, e poi arrivare al borgo di S. Tommaso.

La prima tappa prevede una bella passeggiata in uno dei luoghi più incantevoli della valle dell’Orta: la piana del Luco. La sacralità del posto è testimoniata sin nel suo toponimo. Luco, infatti, deriva dalla parola latina lucus il cui significato è di “bosco sacro agli dei”. Si tratta di una piana verdeggiante su cui si innalzano enormi torrioni di roccia monolitici molto suggestivi. Numerosi fossili, presenza di pitture rupestri dell’età del bronzo e resti di un antico centro fortificato del XI secolo sulla sommità di uno dei torrioni, impreziosiscono la zona. Il piccolissimo centro fortificato con il rudere di una torre di avvistamento si trova più o meno dopo una ventina di minuti di sentiero, si salirà agevolmente sulla sommità dove si troverà un pianoro estremamente panoramico e suggestivo, sede dell’incastellamento.

Continuando il sentiero si scenderà giù al fiume Orta e andando verso destra, dopo qualche centinaio di metri, si potrà ammirare un particolarissimo fenomeno di erosione, le cosiddette “marmitte“: roccia scavata dal fiume a forma di serpentone, tipo pista da bob (attenzione è molto scivolosa e può essere pericolosa !).

Nel borgo di San Tommaso e d’obbligo una sosta alla chiesa omonima. Costruita intorno al 1200 per volere della vicina abbazia di S. Clemente a Casauria, sembra sia stata edificata su un antico tempio italico dedicato a Ercole, dio delle acque salutari. Al suo interno si praticano ancora oggi riti legati alle acque e alla pietra, retaggio di una cultura pagana molto più antica che affonda le sue radici nell’età protostorica. La colonna di pietra sulla destra è lisa per il continuo strofinamento delle parti malate, credendo ancora al potere di assimilazione, con questa pratica, della forza della roccia. Le acque del pozzo nella cripta hanno valore curativo in quanto sorgive e provenienti dal cuore della Madre Terra. Entrambi questi culti, ancora praticati dagli anziani locali, vengono un pò osteggiati dal clero più giovane e qualche volta la chiesa viene chiusa per limitare la “liberta’ di ingresso”, da pochi anni inoltre la colonna “pagana” è stata “impacchettata” per preservarla … dal tempo ! Interessanti gli affreschi del 1200.

Tutte le foto sono di Giovanni Lattanzi e sono tratte dal sito http://foto.inabruzzo.it

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“The Great Beauty”

Olivi secolari pugliesi

“The Great Beauty”
Sofisticazioni dell’olio extra vergine d’oliva – Presadiretta del 10/03/2014

Un’importante inchiesta sulle sofisticazioni alimentari. Le telecamere di Presadiretta hanno indagato le nuove frontiere delle frodi alimentari tra l’Italia, la Spagna e la Germania: prodotti contraffatti, cibi alterati, il biologico falso, prodotti nocivi o addirittura pericolosi. Presadiretta ha seguito le inchieste di varie Procure italiane che indagano le frodi in commercio sull’olio d’oliva. Olio “lampante” (cioè non ad uso alimentare) acquistato all’estero e poi trasformato in olio italiano ed extravergine, o ancora “olio deodorato” del quale viene modificato sapore e odore e venduto come commestibile. Un enorme giro d’affari criminale che finisce sulle nostre tavole. Presadiretta racconta il business della contraffazione del prosciutto, uno dei prodotti d’eccellenza del made in Italy alimentare. Prosciutti stranieri “sbollati” e alle volte in pessimo stato di conservazione  venduti come italiani e di qualità, sfruttamento della mano d’opera e concorrenza sleale da parte degli allevamenti intensivi del nord Europa.

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VALLE DELL’ORTA: natura e antichi culti

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A pochi minuti di macchina dall’Agriturismo si aprono le suggestive gole del canyon carsico della valle dell’Orta, risultato dell’erosione del fiume in secoli e secoli di storia. Lungo queste pareti si aprono numerose grotte carsiche dove, scavi archeologici, hanno riportato alla luce numerose testimonianze dell’età preistorica. Tra i siti più suggestivi meritano senz’altro una vista la Grotta Oscura e la Grotta dei Piccioni. Quest’ultima é un interessantissimo luogo di culto preistorico dove scavi archeologici hanno evidenziato ben 11 circoli funerari databili all’età del neolitico, tra le quali il più interessante è sicuramente quella di un bambino di pochi mesi sacrificato alla Dea Madre: la Terra.  Molto suggestiva è la passeggiata e l’affaccio sul fiume.

Anche la Grotta Oscura si affaccia sullo splendido canyon carsico della Valle dell’Orta. Tutto il percorso un tempo era sede di un fiume che sgorgava da dentro la montagna per poi lanciarsi a cascata nel canyon. La grotta ha un’unico tragitto e non ha strade e affluenti laterali e, “infilandosi” al buio nel “ventre” della Madre Terra, è facile abbandonarsi a momenti di suggestione mistica. L’ultimo tratto della grotta è completamente buio per cui occorrono le torce, ma non c’è pericolo di perdersi. Nel tratto finale, dopo qualche centinaio di metri, spesso soggiorna una colonia numerosa di pipistrelli. Ovviamente anche qui, come in tutta la vallata, vivevano alcune popolazioni preistoriche e protostoriche che praticavano antichi culti pagani. Proprio lì sotto, in un tratto non facilmente raggiungibile, vi è una piccola grotticella con impressa in ocra rossa la mano di un uomo preistorico, chissà per quale significato cultuale-simbolico.

Non meno suggestiva é poi la passeggiata e l’affaccio sul fiume che, attraverso un sentiero ricco di vegetazione e fauna, conduce alle sue sponde tra profonde pareti rocciose che in alcuni punti superano anche il centinaio di metri di altezza, creando un paesaggio aspro e suggestivo. Da queste altezze, su una parete verdeggiante, scende una bellissima cascata che va a confluire in una piscina naturale scavata nella roccia, detta la Cisterna. L’azzurro dell’acqua e le mille tonalità di verde della vegetazione circostante rendono questo luogo meraviglioso dove è possibile fare un favoloso bagno nelle gelide e potabili acque della piscinetta naturale… lì ci si deve arrampicare e … buon bagno !

 

 

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Nuotare in acque dolci: le tante possibilità vicino a noi.

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Non lontano da noi vi sono tante altre possibilità, fra queste menzioniamo la Valle del Tirino, oltre che per la sua bellissima natura e per i tanti centri storici medioevali, è speciale anche per il bellissimo fiume che la attraversa. Qui, oltre alle discese in canoa, sono possibili indimenticabili bagni in una natura incontaminata, tra trote autoctone, gamberi di fiume e numerosi uccelli acquatici protetti. Peccato per le acque, pulitissime (il fiume è tra i più puliti d’Italia) ma gelide.
A Scafa vi sono pure dei laghetti di acqua sulfurea, dove abbinare il piacere di un tuffo, ad un aspetto anche di benessere fisico. Il territorio circostante qui, però, non è felice e la mano dell’uomo si fa sentire.
Allontanandosi dall’agriturismo, ma unendo ai bagni anche il piacere di bellissimi centri storici, tradizioni e strade mozzafiato sotto le ripide pareti a canyon delle gole del Saggittario, al centro delle quail si apre (v. link …) è il grande lago di Scanno. Importante centro turistico con possibilità anche di wind surf, noleggio barche a remi e spiaggette attrezzate con ombrelloni, bar e ristoranti.
Infine l’griturismo si trova a soli 800 metri (+ 40 metri di dislivello per la discesa) dal fiume Pescara, raggiungibile a piedi lungo sentieri campestri di nostra proprietà in una decina di minuti. Balneabile sebbene le acque siano gelide, con una discreta corrente e il sentiero di accesso non sia proprio agevole e sempre ben tenuto.

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Bianche rocce e mare blu: panoramiche falesie sul mare di Punta Aderci

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La spiaggia subito a nord di Vasto, a circa 1 ora di macchina dalla campagna, probabilmente è il mare più bello d’Abruzzo, anche se privo di confort e piuttosto scomodo, con la sue spiagge di Punta Penna e Punta Aderci protette quali Riserve Marine.
Il mare offre anche la possibilità di belle escursioni o semplici passeggiate a piedi lungo i suggestivi crinali che si affacciano sul turchese del mare e, soprattutto a maggio e giugno, il contrasto con il giallo e il profumo inebriante delle ginestre che quasi si bagnano in mare è fantastico. Belli anche i fondali, come pure lo spettacolo dei campi agricoli dai mille colori e forme che si “tuffano” direttamente nel blu del mare. Rimango sempre affascinato e un po’ invidioso di questi agricoltori che vivono a pochi metri dal mare e lavorano i campi al suono della risacca; si accaldano, ma poi in un attimo si tuffano in acqua; hanno l’aratro parcheggiato di fronte casa e subito affianco un piccolo ghiozzo di legno con reti da pesca e nasse. Sì, loro la cena la fanno alternando i prodotti della terra con quelli del mare, ed è la caratteristica di questi posti mischiare questi “due mondi” nello stesso piatto. Provate i piccoli ristoranti della zona !
Per il dopo mare suggeriamo una visita al bel centro storico di Vasto. Bellissimo cenare al chiaro di luna in uno dei ristorantini lungo la strada panoramica o meglio la piazzetta che fiancheggia il bel Palazzo D’Avalos.

 

Le immagini  relative al castello di vasto sono di Giovanni Lattanzi e sono state tratte dal sito http://foto.inabruzzo.it

Le immagini relative alla riserva naturale di Punta Aderci sono state tratte dal sito http://www.puntaderci.it dove troverete tante altre informazioni su questo luogo meraviglioso.

 

 

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MADONNA CHE SCAPPA SULMONA

 

VIDEO

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L’antico tratturo per L’Aquila: natura, centri storici e castelli

Bominaco AQ, oratorio di San Pellegrino, interno

Itinerario alla scoperta dei piccoli e antichi borghi medioevali con architettura tipica in pietra lungo l’antico tratturo per L’Aquila, antichissima e ricchissima città storica, considerata la città più ricca nel 1.200.
Non lontano dall’agriturismo, immersa nella verde campagna bagnata dalle acque del fiume Tirino, c’è la bellissima e solitaria chiesa di S. Pietro ad Oratorium che, eretta nell’VIII sec. dal re longobardo Desiderio, fu trasformata nel Xll sec. secondo lo stile romanico. Come per molte altre chiese coeve, sono stati utilizzati materiali provenienti da altri edifici, in particolare romani, alcuni dei quali costituiscono un ornamento della facciata. Non si può non essere incuriositi dalla singolare quanto enigmatica scritta rovesciata incisa su una pietra a sinistra del portale la quale dice: Sator Arepo Tenet Opera Rotas. Questa epigrafe viene definita il “quadrato magico” poiché da qualsiasi lato, verso o direzione la si legga riporta sempre le stesse parole. Molte interpretazioni sono state avanzate circa la modalità della lettura e il suo significato, la più accreditata è quella che ritiene si tratti di un crittogramma speculare che anagrammato forma le parole Pater Noster da leggersi orizzontalmente e verticalmente secondo lo schema di una croce greca.
L’interno conserva un bellissimo ciborio del Xlll sec. con inserti in maiolica e preziosi affreschi nell’abside del Xll sec.

Proseguendo in direzione de L’Aquila ci si può fermare a Capestrano, paese noto soprattutto per la celebre statua del “Guerriero di Capestrano” di cultura picena (uno dei simboli dell’Abruzzo archeologico), rinvenuta nel 1934 in località “Il Lago”, dove sono state portate alla luce anche una grande necropoli e un insediamento neolitico, che testimoniano dell’avanzato grado di civiltà raggiunto dagli antichissimi abitatori di questo territorio. Nel centro abitato si trova il bel Castello Piccolomini e altri monumenti per i quali vale la pena una breve visita.

Assolutamente da non perdere sono gli interni delle due chiese fuori del paese di Bominaco e, se si ha tempo, si consiglia pure una rapida “puntatina” al castello per il panorama. Bominaco fu nel medioevo teatro di un’aspra contesa per il possesso del monastero tra i monaci benedettini dipendenti da Farfa e il vescovo di Valva, a cui il monastero era stato donato. Del complesso oggi rimane la stupenda Chiesa di S. Maria Assunta che esemplifica la tipologia della chiesa basilicale romanica abruzzese. Costruita a cavallo tra XI e XII sec. ha una semplice facciata su cui si apre un portale romanico; sul retro bellissime le tre absidi con monofore di una sobria eleganza. L’interno è a tre navate divise da archi a tutto sesto che poggiano su colonne difformi perché provenienti da edifici romani, forse dalla vicina città romana di Peltuinum. All’interno sono custodite magnifiche sculture in pietra del XIl sec.              (foto Peltuinum)
L’Oratorio di S. Pellegrino, chiamato la “Cappella Sistina” d’Abruzzo, fu eretto per volontà di un re Carlo, forse Carlo Magno, e poi ricostruito nel 1263 dall’abate Teodino. Nulla all’esterno fa presagire la ricchezza e la bellezza della decorazione parietale: l’interno, infatti, costituito da un vano rettangolare molto allungato con volte a botte a sesto acuto, conserva splendidi affreschi del XIII sec. che, per vastità e fattura, sono tra i più notevoli d’Abruzzo.

Tutte le foto sono di Giovanni Lattanzi e sono state tratte dal sito http://foto.inabruzzo.it

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Il castello più alto dell’Appennino e il feudo dei Medici

Calascio (AQ), la Rocca medievale

Una delle cose più belle, sicuramente da vedere durante il soggiorno in Abruzzo, è l’abbinata del borgo mediceo di S. Stefano di Sessanio con il castello di Rocca Calascio. L’antico paesino, pur non presentando monumenti o edifici di particolare pregio architettonico, ha un fascino incredibile. Le vie strette e contorte, il continuo saliscendi tra archi e scalette, l’eccezionale grado di conservazione dell’aspetto medioevale delle case, donano un’atmosfera incantevole e romantica. La magia di questo posto è riuscita, infatti, a “stregare” e a catturare la passione di un personaggio particolare, per metà di origini danesi e per l’altra metà milanese, che ora, galeotto un suo viaggio in moto qui in Abruzzo, ha acquistato quasi completamente il paese per conservarlo ed è diventato … “il più abruzzese tra gli abruzzesi” ! – (foto di Daniele Kilgren)

La rocca di Calascio merita necessariamente una visita per il suo fascino e per il panorama splendido, che quasi offuscano la pur bellissima chiesa rinascimentale ottagonale di S. Maria della Pietà che sorge nei pressi. Il panorama surreale ed assolutamente integro ha ispirato diverse scene di film del periodo medioevale, tra cui quello di “Lady Hawk”. Particolarmente suggestiva è la vista del tramonto dalla rocca. Da qui volendo, prendendo la strada per Castel del Monte, è facile arrivare all’altipiano di Campo Imperatore, molto caratteristico per il suo paesaggio “lunare”, anch’esso oggetto di riprese cinematografiche di tipo Western. Qui sono quindi possibili numerosi trekking a piedi o addirittura arrivare quasi sulle cime del Gran Sasso in automobile attraverso paesaggi straordinari (v. sezione specifica “Montagne e Natura”).

Al ritorno non si passa lontano da L’Aquila, antichissima e ricchissima città storica, considerata la città più ricca nel 1.200 (ora quasi completamente distrutta dal terremoto del 2009 e abbandonata a sé stessa dalla miopia ed ignoranza della politica). Per chi se la sentisse ci sono ancora monumenti aperti al pubblico di notevole bellezza, ma forse ancor di più vale la pena andare per ricordare a sé stessi quanta forza ci sia in madre natura, quanto siamo piccoli e precari in questa vita e quanto, forse, questa debba essere vissuta con un po’ più di profondità, rispetto e gratitudine per “il bicchiere mezzo pieno”, di cui spesso un po’ superficialmente beneficiamo …
Fontana 99 cannelle, centro storico, …
Lungo la strada del rientro breve sosta a Bazzano, visita della bella chiesa medievale di Santa Giusta e delle sue “catacombe”.

Tutte le foto sono di Giovanni Lattanzi e sono state tratte dal sito http://foto.inabruzzo.it

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Le spettacolari gole di Fara San Martino

Gole di fara san Martino

Imponente e selvaggia, la Majella incombe su Fara San Martino, l’antico borgo longobardo che ospita oggi i più celebri pastifici d’Abruzzo. Lontane, innevate da novembre fino a maggio, appaiono le vette della Majella e degli altri contrafforti di Monte Amaro. Proprio sopra l’abitato, la ripida bastionata della montagna è incisa da due profondissime gole, che sembrano formare una titanica “V” naturale.
Incassata e difficile, la Val Serviera forma il più impegnativo dei grandi canyon abruzzesi, alternando passaggi di arrampicata con corde e laghetti da traversare a guado o a nuoto. Un percorso per esperti, insomma, ma vietato per motivi di sicurezza, che contrasta non poco con la vicina gola di Santo Spirito, accessibile a tutti ed assai frequentata per la sua bellezza e la sua vicinanza all’abitato.
Ad aprirla, secondo la tradizione locale, fu San Martino in persona, che permise in questo modo alla gente del posto di farsi la strada verso le acque, i boschi, gli alti pascoli della montagna. Nella stretta forra iniziale, lunga una cinquantina di metri e larga meno di due, le buche scavate dalle acque sulle pareti verticali sono – sempre secondo la tradizione di Fara – le tracce delle gomitate del Santo.
Proprio a San Martino era dedicala l’abbazia benedettina che sorgeva appena al di là della forra. Abbandonata all’inizio dell’Ottocento, la costruzione spuntava dal pendio solo con la parte apicale della torre campanaria (rimasta sepolta insieme ad altri interessanti ruderi a diversi metri di profondità ed ora finalmente dopo lunghi lavori di scavo di nuovo “svelati”). Qui inizia il sentiero che offre al camminatore allenato il più grande dislivello possibile su tutte le montagne d’Abruzzo: si conclude infatti in vetta al Monte Amaro più di 2300 metri più in alto. Un percorso che passa in rassegna le gole, le faggete, le selvagge conche carsiche che formano il cuore di una delle più belle riserve naturali della regione e d’Italia. La forra iniziale del vallone, è una passeggiata per tutti, notevolmente impegnativa è l’ascesi alla Majella.

Dalla macchia mediterranea alla betulla
II dislivello e la varietà di esposizioni e ambienti fanno della Riserva Naturale Fara San Martino-Palombaro un’antologia della vegetazione delle montagne abruzzesi. Sugli assolati pendii di bassa quota si incontrano specie mediterranee come il leccio, il corbezzolo e il pungitopo. Abbarbicato alle rocce, a quote modeste, compare il pino laricio. Intorno ai 1000 metri, come in tutto l’Appennino, entra in scena la faggeta che si distende per molti chilometri quadrati con sporadica presenza di aceri, carpini, ornielli e ginepri sabini. Nelle radure sono state censite più di 50 orchidee selvatiche, sulle creste vi sono estesi popolamenti di pino mugo. Ancora più su, tra i ghiaioni, occhieggiano la stella alpina dell’Appennino, l’androsace e varie specie di genziane. Tra le presenze più nordiche, la betulla, che vegeta nelle zone più fresche di Macchialunga.

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CAMPO IMPERATORE: panorami lunari e vette dolomitiche

Campo imperatore

Itinerario molto panoramico, che alterna paesaggi “lunari” di Campo Imperatore, a vette molto alte, aspre e rocciose che assomigliano a quelle dolomitiche. L’altipiano di Campo Imperatore, per le sue caratteristiche peculiari e uniche, è spesso set per film western grazie all’altipiano brullo, assolutamente incontaminato, e frequentato solo da enormi greggi di pecore o mucche bianche e dalle grandi corna libere al pascolo. Per queste caratteristiche vengono girati anche film di atterraggi lunari. Incombono su queste radure brulle e sconfinate a perdita d’occhio le ripide e altissime vette del Gran Sasso (con le cime più alte dell’Appennino e il suo ghiacciaio perenne più a sud d’Europa).
Assolutamente da non perdersi la sosta al borgo medioevale mediceo di Santo Stefano di Sessanio e la visita del castello di Rocca Calascio. La rocca merita necessariamente una visita per il suo fascino e per il panorama splendido. Per questo vi sono state ambientate diverse scene di film del periodo medioevale, tra cui quello di “Lady Hawk”. Particolarmente suggestiva è la vista al tramonto dalla rocca (v. approfondimento in “CENTRI STORICI e CULTURA” …).

Per chi non si accontenta di “assaporare” questa natura spettacolare e imponente dal finestrino dell’automobile o avendo fatto solo brevi e commode passeggiate, ma ama più “avventurose” escursioni di montagna, tra i tanti suggeriamo i due itinerari classici:

1) Da Campo Imperatore alla Portella e al Pizzo Cefalone

“Pareva ch’io fussi in aria, perché tutti gli altissimi monti che gli sono appresso erano molto più bassi di questo”. Così, nel 1573, descriveva il momento culminante della sua ascensione al Gran Sasso il capitano Francesco De Marchi.
A chi vuole apprezzare appieno il grandioso versante aquilano del Gran Sasso, consigliamo di raggiungere proprio questi luoghi. Dall’albergo di Campo Imperatore (2120 metri – famoso luogo dove fu tenuto prigioniero Mussolini), si sale al panoramico e storico rifugio Duca degli Abruzzi (2388 metri), per proseguire poi sullo spartiacque principale del massiccio fino al Passo della Portella, traversato dall’antica mulattiera che collegava la valle del Vomano e Pietracamela con Assergi e L’Aquila.
Chi vuole limitarsi a una breve passeggiata può tornare indietro da qui. Chi vuol proseguire può puntare al Pizzo Cefalone, una facile e solitaria vetta di 2533 metri che offe uno sconfinato panorama verso i due Corni, la Val Maone, il massiccio di Monte Corvo e di Pizzo Intermesoli, i Monti della Laga, il Terminillo, il Velino.

2) Il Vallone delle Cornacchie e il Ghiacciaio del Calderone.

Caratteristiche: classica escursione in montagna con medio dislivello (notevole se si sale al Corno Grande)
Il Gran Sasso, la più alta montagna dell’Appennino, ha un cuore di aspetto dolomitico, fatto di pareti verticali, ghiaioni, creste affilate, vette di difficile accesso. Tra le sue vette più alte, il Corno Grande e il Corno Piccolo, si annida il ghiacciaio del Calderone, unico della penisola e il più meridionale d’Europa. Una rarità che si raggiunge mediante un sentiero un po’ faticoso ma assolutamente spettacolare. Quello che sale dai Prati di Tivo e dall’Arapietra attraverso il Vallone delle Cornacchie e l’accogliente rifugio Franchetti, costruito nei primi anni ‘60 su un terrazzo a 2433 metri dal CAI.
Per saperne di più su ogni singola piega della parete, il gestore del rifugio Franchetti è la fonte di informazione migliore. Superato il rifugio, anche il più tranquillo degli escursionisti può sentirsi per un giorno alpinista.
Il ghiacciaio
“Un esteso ripiano circondato da alte rocche che ne formano una maestosa conca… coverta di neve ben solida e ferma… per non ricevere alcuna impressione dalle più forti pedate dei Contadini che mi accompagnavano”. Così, nel 1794, descriveva il ghiacciaio del Calderone Orazio Delfico, protagonista della prima ascensione al Corno Grande dal versante teramano.
Balzato all’onore delle cronache nell’estate 1991 per la sua quasi totale sparizione (restava in realtà uno strato di ghiaccio fossile ricoperto dalle pietre), il ghiacciaio del Gran Sasso è anche il più meridionale d’Europa. Si trova tra i 2680 e i 2870 metri circa di quota.

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PANORAMI SUGGESTIVI: dal Blockhaus alla Tavola dei Briganti

La Maiellla

All’estremità settentrionale del lungo crinale della Majella, le vette del Blockhaus e della Majelletta si affacciano su Chieti e Pescara, e costituiscono in tutte le stagioni una delle mete più frequentate d’Abruzzo.
D’inverno, gli sciatori si affollano sulle piste di discesa di Passo Lanciano e della Majelletta, che grazie alle perturbazioni di nord-est sono spesso le prime ad aprire in tutta la regione. D’estate, le comode strade che salgono da Pretoro, Roccamorice e Lettomanoppello permettono di salire velocemente a respirare una boccata della fresca aria dei duemila metri.
Molti visitatori, però, si fermano alla Majelletta, o al massimo al piazzale dove la strada termina a pochi metri dal Blockhaus. È un errore. Proprio da qui (a 2100 metri circa), infatti, inizia una delle più belle e suggestive passeggiate d’Abruzzo, che offre incontri ravvicinati con pini mughi (rari relitti dell’era glaciale), iscrizioni, rocce e ruderi, e splendidi panorami sui selvaggi valloni di Selvaromana, di Tre Grotte e dell’Orfento e, più in alto, giogaie e panorami lunari, mentre durante le giornate terse si può scorgere il mare e le isole Tremiti. Assolutamente non faticoso se seguito fino alla Selletta Acquaviva – e tutt’altro che “estremo” al di là – questo aereo e bellissimo sentiero più frequentato del massiccio merita senz’altro una visita. Il percorso, sempre evidente e ben segnato, non consente certo di perdersi. Un po’ di attenzione, invece, è bene riservare alla fauna. Gli incontri con i camosci non sono certo ravvicinati come quelli della Val di Rose nel Parco Nazionale d’Abruzzo, ma senz’altro possibili dopo le recenti liberazioni realizzate nella adiacente Riserva Naturale di Lama dei Peligni; I’aquila compare spesso sul crinale, con molta fortuna è possibile avvistare l’orso o il lupo a spasso sui ripidi pendii dell’Orfento. Non mancano le testimonianze di storia. Il Blockhaus, fortino costruito nel 1866 durante la repressione del brigantaggio da guarnigioni mercenarie austriache per il controllo del territorio e utilizzato fino alla fine del secolo, è la prova più evidente dei difficili anni del brigantaggio successivi all’Unità d’Italia (se ne conservano scarni ruderi). Più avanti, accanto alle firme dei pastori e viandanti, si conserva la celebre scritta detta “tavola dei briganti” che spiega che, sotto Vittorio Emanuele II, il “regno dei fiori” si è trasformato nel “regno della miseria”. Proprio nel vallone di Tre Grotte, in quegli anni, fu arrestato dai regi carabinieri il brigante Di Sciascio, il più celebre della Majella. Per il camminatore allenato, infine, questa gita è soltanto l’inizio verso i più impegnativi percorsi della Majella, come la salita al Monte Amaro, o le splendide traversate verso Pacentro, Campo di Giove, Fara San Martino o Taranta Peligna attraverso i più selvaggi valloni del massiccio.

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Ricordi d’Abruzzo – le nostre radici

AM 390

Il video è stato realizzato dall’ agriturismo” Madonna degli Angeli ” di Tocco da Casauria-Abruzzo-Italy.
Lorenzo e Caterina dedicano questo video al padre dott. Claudio de Pompeis, medico umanista, fondatore del Museo delle Genti d’Abruzzo e appassionato studioso dell’uomo, della sua storia e del suo territorio, convinto che la conoscenza del nostro passato e delle nostre radici sia indispensabile per comprendere ed apprezzare il nostro presente.
Tutte le immagini di questo video sono state gentilmente concesse dall’Archivio del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara e ne è vietata la riproduzione.

Ricordi d’Abruzzo- le nostre radici from caterina on Vimeo.

 

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GOLF e campi pratica

Ci troviamo a circa 30 minuti di auto dal “Miglianico Golf Club“, situato nella provincia di Chieti, sulle colline di Miglianico ad un’altezza di circa 125 metri. Sessanta ettari nel verde, il Miglianico Golf Club è un’ambiente ideato su misura per una famiglia sportiva e dinamica. Una splendida oasi verde contornata da boschi e vigneti. Il percorso campionato da 18 buche ha un par 71 ed una lunghezza di 6043.
E’ sede di gare riservate a giocatori professionisti e dilettanti. Le gare organizzate dal Club nel corso di ogni singola stagione sportiva sono circa 50. Ma una delle principali caratteristiche del Club è che può essere frequentato anche da chi non è socio o da turisti e anche occasionalmente.
ll campo è stato progettato da uno dei più famosi architetti americani del golf Ronald Kirby. Le caratteristiche tecniche del Miglianico Golf Club sono di notevole interesse vista la personalità dell’intero percorso che si articola sulle canoniche 18 buche che si snodano tra boschi, vigneti e bunker artificiali. Le buche, a detta sia dei professionisti che dei giocatori dilettanti, sono tecniche, impegnative ma anche divertenti.

Ci troviamo inoltre a circa 15 minuti di auto dal centro Golf “Arcobaleno” (un nuovo campo per Pitch & Putt) che si trova ad Alanno: un percorso con 9 buche. Per maggiori informazioni CLICK HERE

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Indimenticabili bagni tra stupendi canyon, fiumi e cascatelle

A cinque minuti di macchina dall’agriturismo si aprono le suggestive gole del canyon carsico della Valle dell’Orta, risultato dell’erosione del fiume in secoli e secoli di storia. Lungo queste pareti si aprono numerose grotte carsiche con passeggiate estremamente affascinanti da un punto di vista naturalistico (v. link con “Intorno a noi”). Non meno suggestiva é poi la passeggiata e l’affaccio sul fiume che, attraverso un sentiero ricco di vegetazione e fauna, conduce alle sue sponde tra profonde pareti rocciose che in alcuni punti superano anche il centinaio di metri di altezza, creando un paesaggio aspro e selvaggio. Da queste altezze, su una parete verdeggiante, scende una bellissima cascata che va a confluire in una piscina naturale scavata nella roccia, detta la Cisterna. L’azzurro dell’acqua e le mille tonalità di verde della vegetazione circostante rendono questo luogo meraviglioso dove è possibile fare un favoloso bagno nelle gelide e potabili acque della piscinetta naturale… lì ci si deve arrampicare e … buon bagno !

Non lontano da qui, all’altezza del borgo di Musellaro,  il fiume Orta forma tante pozze e laghetti, adornati da grandi massi calcarei levigati dall’acqua, da cui, i più temerari, si tuffano nelle pozze sottostanti. Inutile ripetere che anche qui, seppur d’estate, le acque sono pulitissime ma molto fredde. La natura che circonda il fiume anche qui è molto suggestiva. (inserire qui foto delle Marmitte).

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Lo splendido Parco Marino delle isole Tremiti

Ultimo suggerimento, per chi non ha paura dei viaggi un po’ più lunghi, ma dagli straordinari paesaggi marini che non hanno nulla da invidiare alla Sardegna, sono le Isole Tremiti. Infatti la mattina presto partono degli aliscafi o dei traghetti da Ortona (40 minuti di auto dall’agriturismo), da Vasto, o meglio ancora da Termoli, con ritorno nel pomeriggio. Rappresentano un ottimo itinerario giornaliero, sconsigliato però di sabato e domenica e nel periodo di alta stagione. Lì suggeriamo l’affitto di qualche barca di pescatore o di gommoni a noleggio per allontanarsi dalle rare e affollate spiaggiette e godersi un mare selvaggio e davvero splendido. Degna di visita è anche la bella ed antica rocca mediovale e il paese antico che la circonda.

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La spiaggia rocciosa

Per chi ama la roccia e i paesaggi più selvaggi e naturalisticamente più interessanti, suggeriamo di andare verso sud. Tra Ortona e Vasto ci sono le spiagge più belle che, specialmente nelle belle giornate di sole, quando il mare è calmo e dall’intenso colore blu, rappresentano anche delle validissime possibilità per gli amanti del trekking.
Tra le spiagge più belle ci sono quella di Punta Ferruccio, sconosciuta anche ai locali e talmente selvaggia che in alcuni punti più lontani ed appartati, dietro lontane calette nascoste da scogli, è meta di nudisti. Qui si fanno anche gran pescate di cozze, che riportate in agriturismo alle volte hanno rappresentato una buona scusa per riunirsi tutti insieme e banchettare all’aperto alla luce delle stelle, magari intramezzati da qualche immancabile “arrosticino” … . Inebrianti le ginestre nel periodo di maggio – giugno, accompagnate da Finocchietto Marino e Sulla, che vanno ad impreziosire calette, promontori di arenaria e piccole spiaggette ghiaiose semideserte.
Più comoda e attrezzata è la caletta dei Ripari di Giobbe, con tanto di parcheggio custodito vicino al mare e ristorante/bar “discretamente” alle spalle. Anche qui, come a Punta Ferruccio, la spiaggia è caratterizzata da suggestive pareti di arenaria a picco sul mare.
Altre spiagge belle in zona sono quelle di Acquabella, Torre Mucchia e del Cimitero Canadese  e, da non perdere, è tutta la Costa dei Trabocchi, riserva marina, caratterizzata da queste “macchine da pesca”, tipo palafitte in legno sul mare, descritte dal D’Annunzio per il loro fascino e dove in alcune si può anche pranzare o cenare a lume di candela. Qui, oltre al mare, si provano anche le suggestioni della storia e dell’uomo, con queste antiche ed ingegnose invenzioni costruite dai pescatori che, simili a dei ragni sul mare, sembrano si reggano per scommessa. Vicino a San Vito Marina si trova quello di Punta Turchino, considerato il più bello.
Per chi si trova in zona suggeriamo senz’altro una sosta alla bellissima abbazia del XII sec. di San Giovanni in Venere, e una puntatina a Ortona, con il suo bello e diroccato Castello Aragonese a picco sul mare. Un’altra opportunità da non perdere è quella di fare una puntata al il bellissimo castello di Roccascalegna (sec. XI), arroccato su una particolarissima falesia rocciosa fatta di tanti strati che la fanno sembrare una immensa torta millefoglie.

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Spiaggia sabbiosa: comodi servizi o litorali selvaggi ?!

Il mare più vicino e comodo è quello di Pescara città (30 min. di auto e 40 Km di strada). E’ la tipica spiaggia sabbiosa con ombrelloni, stabilimenti balneari e tanta gente. Da menzionare è anche la passeggiata lungo la Riviera nel tardo pomeriggio e di sera (solo d’estate) per la grande quantità di ristoranti o disco-bar per giovani (soprattutto verso nord), sul modello di Rimini-Riccione. Molto buoni i gelati artigianali (chiedete a noi per i giusti suggerimenti …) e la pizza (più difficile da trovare nelle zone interne). Ci sono anche alcune spiagge libere, un po’ affollate, dove poter andare liberamente e senza costi. Pescara è una città moderna e commerciale (scherzosamente una piccola New York), ottima per lo shopping e per lo “struscio” (pratica molto in voga tra i pescaresi, che significa il passeggio su e giù per la città a “consumare” i marciapiedi). Consigliamo vivamente, però, una visita al Museo delle Genti d’Abruzzo (d’estate aperto fino a mezzanotte circa) che si trova in via delle Caserme in zona “Pescara Vecchia”, dove tra l’altro la sera è un pullulare di gente, ristorantini e locali caratteristici, molto frequentati dai giovani. Per passeggiare, oltre alla Riviera, consigliamo Corso Umberto, (tra la stazione ferroviaria e piazza Salotto) e le parallele via Trento, via Roma e via Piave. Dopo un po’ di “abbrutimento” su e giù per le selvagge ed incontaminate vicine montagne dello “Abruzzo Verde d’Europa”, può essere una piacevole alternativa che ridà un’iniezione di “movida”.
(foto spiagge pescara + “Ponte sul Mare” + porto turistico e porto canale + “torri Camuzzi” + museo Genti e Pescara Vecchia + Esplanade + …)

Per chi ama la sabbia, ma vuole la tranquillità e gradisce gli spazi non affollati e il rapporto con la natura, suggeriamo la Torre di Cerrano a Pineto, poco più a nord di Pescara. Riserva Marina con grande spiaggia libera e quasi selvaggia (tranne la domenica), ombreggiata da bellissime pinete e da una bella torre antica posizionata proprio sull’arenile, un tempo costruita per il controllo delle invasione saracene.
Ci vogliono circa 40 minuti di auto, ma ne vale assolutamente la pena !
Al ritorno non dimenticatevi una passeggiata per il bel centro storico di Atri con la sua bellissima Cattedrale e il notevole centro storico. Vicinissimi anche gli affascinanti calanchi, dove al tramonto si possono fare bellissime e particolari passeggiate, tra l’altro molto comode (v. link “…”).

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Sport nella Natura

Under construction

video voli (parapendio, arerei, ecc.), sci montano, trekking e altri sport vari

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Gli aridi calanchi della Valle dell’Alento

Caratteristica presenza di gran parte delle colline abruzzesi – simili a quelli di Atri, nel Teramano – i calanchi scavati dall’erosione sono particolarmente suggestivi nelle sinuose valli percorse dai fiumi Alento e Foro. Considerati i più belli in assoluto d’Abruzzo, si ammirano con tutta facilità dalla nuova superstrada che collega Chieti con Guardiagrele e la base del versante orientale della “montagna madre”. Tra gallerie e viadotti, sempre in vista della Majella, compaiono guglie, fantastiche merlature, ripidissimi canaloni di terra. Un paesaggio insolito e spettacolare.
Inseriti in un piacevole paesaggio coltivato a vigneti e frutteti, i calanchi della Valle dell’Alento e di quella parallela del Foro meritano senz’altro una visita più attenta di una fugace occhiata dalla superstrada. Tutto il comprensorio offre un’ampia scelta di brevi passeggiate e di escursioni che possono occupare fino a una mezza giornata di cammino. Casali, contadini al lavoro, fioriture danno alla zona un carattere particolarmente bucolico e agreste, e del tutto piacevole.
Le splendide architetture di terra della Valle dell’Alento meritano una visita anche da parte dei naturalisti più attenti. Sulle guglie più alte nidifica il gheppio e le taccole sono particolarmente frequenti in tutta la zona. II terreno fangoso reca le impronte di molte piccole specie di mammiferi. Volpi e ricci si possono avvistare anche in pieno giorno. Tra la primavera e l’estate queste colline ospitano ricche fioriture, che includono specie comuni come la sulla, il cappero, il carciofo selvatico, l’erba mazzolina e l’astro spillo d’oro, oltre a qualche specie di orchidee selvatiche.
Oltre che a piedi, i calanchi si possono percorrere piacevolmente a cavallo, o in bicicletta per strade secondarie e carrarecce.
Per chi volesse proseguire in zona, dopo tanta “arsura”, ombrose e fresche acque dolci nei pressi di un’importante abbazia medioevale a Serramonacesca (l’Abbazia di Serramonacesca); infine passeggiata al vicino e mistico eremo mediovale di Sant’Onofrio, con culto della pietra e dell’acqua ancora vivo, e breve deviazione per panoramici ruderi di centro fortificato di Castel Menardo (tutti questi itinerari sono stati trattati in maniera specifica in altro articolo).

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Il profondo canyon delle Gole di Celano

Affacciate sul Fucino, ben visibili dall’autostrada Roma-Pescara, le Gole di Celano sono senza dubbio il più spettacolare e facile dei grandi canyon abruzzesi, soprattutto se fatte nella stagione giusta. Con pareti alte fino a un centinaio di metri, e che nella stretta principale si avvicinano fino a pochi metri di distanza, le Gole vere e proprie sono soltanto il fondo della profondissima valle che stacca il massiccio della Serra di Celano da quello del Sirente. Traversare le Gole significa compiere un autentico viaggio tra le vette del massiccio del Velino-Sirente e la piana del Fucino.
A volte un po’ scivoloso: tra i grossi massi del fondo, ripido solo nel tratto tra la Valle d’Arano e la Fonte degli Innamorati, il sentiero delle Gole di Celano è da molto tempo uno dei più frequentati della regione e richiede di scegliere con attenzione il momento migliore dell’anno. Scomode e pericolose d’inverno e al disgelo, quando sono attraversate da un tumultuoso torrente, le Gole sono abbastanza calde, a causa della quota modesta, nella parte centrale dell’estate. Il periodo migliore è quindi quello a cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. In alternativa si può andare a maggio-giugno, quando però può essere necessario mettere i piedi in acqua in qualche punto della gita. Il sentiero che attraversa le Gole non esaurisce i motivi d’interesse della zona. Tra le altre mete che meritano senz’altro una visita sono la panoramica vetta della Serra di Celano, le robuste fortificazioni italiche sul Monte Secino, I’aerea cresta dei monti Etra e della Savina. Suggestivo e inconsueto anche il sentiero che sale da Celano alla piana di San Vittorino, ripiano di pascoli che si raggiunge con un percorso a tratti scavato nella roccia.

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Corsi e voli in parapendio, deltaplano, ultraleggeri

Sulla montagna Morronese, nel comune di Tocco da Casauria, a dieci minuti dall’agriturismo é possibile cimentarsi in corsi di parapendio, deltaplano e ultraleggeri e per chi volesse è possibile effettuare anche singoli voli turistici in tandem con istruttore. Per coloro che sono più esperti le nostre montagne offrono tantissime possibilità, con voli panoramici e avventuorosi sulle montagne del Parco Nazionale della Maiella o sui suggestivi altopiani del Parco Nazionale del Gran Sasso. Segnaliamo qui di seguito il link di alcui amici, ospiti dell’agriturismo, che di recente hanno vissuto questa avventura..http://www.vimeo.com/24795742

-  Invece qui potete trovare l’intera serie riguardante le gite in parapendio del gruppo:

http://www.vimeo.com/user3423086/videos

- Nel sito seguente invece registriamo le tracce GPS dei voli:

http://www.xcontest.org/italia/

CORSI DI PARAPENDIO E VOLI SUI PARCHI NAZIONALI

Per informazione sui corsi vi sono due scuole entrambe vicinissime al nostro agriturismo  (v. http://www.abruzzofly.it/.

o le iniziative promosse dal club volo di Tocco da Casauria).

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L’abbazia di San Clemente a Casauria

cripta san Clemente

A soli 3 minuti di auto, l’abbazia di San Clemente a Casauria é considerata uno degli esempi più belli di arte romanica dell’intera regione. Fu fondata dall’imperatore Ludovico II per tener fede a un voto fatto durante la prigionia nel ducato di Benevento, e fu intitolato a S. Clemente papa martire perché lo stesso imperatore volle che fossero ivi custodite le ossa del Santo. A causa delle ingenti ricchezze, frutto delle tante donazioni da Ludovico II in poi, I’abbazia fu più volte oggetto di saccheggi e distruzioni. Vi sono conservate anche numerose sculture romane, testimonianza del preesistente sito romano, il pagus Interpromium, su cui poi sorse l’abbazia. Non dimenticate di visitare la suggestiva cripta, accedendovi attraverso le scale sotto l’altare.

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Trekking sull’asino tra borghi e vigneti

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In canoa sul fiume Tirino

tirino pesco 2006 066

A pochi Kmetri dall’agriturismo Madonna degli Angeli, scorre placidamente uno dei fiumi più puliti d’Italia: il Tirino.

Riserva naturale, nonchè bellezza del parco nazionale del Grana Sasso, offre la possibilità di numerose escursioni in montain bike, a cavallo o, per i più pigri, semplicemente a piedi, magari con qualche sosta per rinfrescarsi nelle sue gelide acque. Il modo più bello, però, di visitare questo fiume è senza dubbio la canoa, che placida e silenziosa vi permetterà di sfiorare le sue acque turchesi, vedere la sua flora e la sua fauna ancora incomtaminata, il tutto circondati da borghi medievali e una natura rigogliosa.

Un itinerario da non perdere!

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Offerte speciali


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Gli eremi medievali di Celestino V

eremo di san Bartolomeo

Nelle vicinanze dell’azienda é possibile visitare in pochi minuti di macchina la suggestiva valle degli eremi celestiniani.
L’eremo di S. Bartolomeo sorge nella zona più arida della montagna e ciò ne esalta ancora di più, per colori e collocazione, la somiglianza con i pueblos del Nuovo Messico e dell’Arizona. Di origini anteriori al mille fu ricostruito per volere di Celestino V, il Papa del “gran rifiuto” (Dante, Inferno, III), ha conservato una continuità di culto fino ai nostri giorni, legata soprattutto alla pratica degli ex-voto e del culto delle acque (entrambe tuttora in corso!). La vallata è ricca di pitture rupestri a carattere religioso, testimonianza della continuità di culto dell’area, tramandatasi attraverso il cristianesimo fino ai giorni nostri. Purtroppo le pitture non sono facilmente individuabili, ma appaiono come strani disegni simbolici in carboncino nero. Immediatamente sotto l’eremo c’è il “Riparo Ermanno de Pompeis”, bivacco del neolitico utilizzato soprattutto per l’estrazione della selce (pietra silicea simile al vetro) e la sua prima lavorazione per ricavarne lame ed utensili d’offesa in genere.

Non lontano da lì, raggiungibile attraverso un “mistico” percorso immerso nel bosco, si trova l’eremo di S. Spirito. Gli interni comunque sono stati per buona parte rovinati da ignoranti interventi di “restauro” e l’eremo stesso è gestito dalla curia. L’eremo di S. Spirito è senza dubbio il complesso più famoso e più grande, oltre al più ricco di tradizioni. Ha subìto molte trasformazioni negli ultimi mille anni, ma conserva tutto il suo fascino dovuto alla splendida posizione nella valle a cui ha dato il nome, nonché all’atmosfera di mistero che vi regna. Sopra l’eremo un dedalo di scale, ripari sotto-roccia e ruderi di altre parti dell’eremo meritano, per chi non avesse già consumato tutto il fiato per la precedente salita, una veloce visita, anche per godere del panorama che vi si apre. Anche questo luogo sacro ai cristiani era già luogo di culto pagano nella preistoria e protostoria. Lo testimoniano anche qui le numerose pitture rupestri scoperte.
La prima presenza famosa nell’eremo a noi nota è quella di Desiderio, futuro papa Vittore III, che vi dimorò nel 1053 con alcuni eremiti costruendovi una chiesetta. Successivamente, dopo le lunghe frequentazioni di papa Celestino V, l’eremo vide la presenza nel 1347 di Cola di Rienzo, il quale vi dimorò per diversi mesi.  Oggi l’eremo è costituito dalla chiesa, dalla sagrestia, dalla foresteria. Assolutamente da non perdere, dopoaver percorso un lungo corridoio addossato alla parete rocciosa, la Scala Santa, interamente scavata nella roccia attraverso la quale si giunge all’oratorio della Maddalena dove si gode di un bel panorama su tutta la vallata.

L’ultimo eremo dove dimorò Celestino V è quello di S.Giovanni all’Orfento, posto in un luogo impervio scelto appositamente dal santo per tenere lontani i sempre più numerosi pellegrini che lo distoglievano dalla sua scelta di vita ascetica. L’accesso all’eremo è l’ultimo ostacolo da superare, essendo stato ricavato da una piatta parete di roccia da cui sono stati scolpiti piccoli gradini e un piccolo tunnel che si affaccia giù a strapiombo, percorribile solo strisciando ! Molto piccolo ma estremamente suggestivo, sopratutto per la passeggiata meravigliosa che dura circa 2 ore fra andata e ritorno. Sulle pareti del vallone nidificano varie specie di rapaci e presso Decontra, oltre alla presenza dell’Orso Bruno Marsicano e del lupo (ma non sperate di avvistarli), non è raro scorgere l’imponente apertura alare dell’Aquila Reale (circa 2 metri !).

La strada che sale da Roccamorice alla Maielletta, molto panoramica, passa accanto ai più interessanti capanni di pietra del massiccio, detti Tholos (simili a dei trulli pugliesi), quelli di Colle della Civita. Queste costruzioni erano dei ripari-abitazioni per i pastori e le loro greggi, che se ne servivano d’estate durante la “transumanza verticale”, cioè l’abbandono delle praterie giù a valle nella ricerca di pascoli più freschi e verdi nella montagna. Spesso in queste rudimentali case passavano parecchi mesi, lontano dalle famiglie e dalle comodità di qualsiasi tipo, determinando quel carattere rude e forte di queste genti descritto dal D’Annunzio (“i taciturni dalle spalle quadre”) e descritti in modo molto interessante nel Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara (v. link nella homepage).

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